Santa Maria in Via Lata

Via del Corso, 306 Roma

La basilica di Santa Maria in via Lata fu edificata alla fine del VII secolo sui resti di un edificio del I-III sec. d.C. Nell’antica aula di culto, posta ad livello inferiore rispetto alla struttura attuale, sono visibili le copie di affreschi dell’VIII secolo (gli originali si conservano nel Museo della Crypta Balbi); la colonna di granito connessa alla prigionia di San Paolo che, secondo una leggenda, avrebbe vissuto qui e un pozzo da cui sarebbe scaturita acqua dopo le preghiere del Santo. Nel 1049 la chiesa fu ricostruita e sopraelevata: il nuovo edificio aveva orientamento opposto a quello attuale e si appoggiava all'Arcus Novus, un arco costruito da Diocleziano a cavallo della via; la chiesa inferiore venne in parte murata e in parte trasformata in cripta. Nel 1491 l’edificio venne demolito, abbattendo anche l’Arcus Novus, e ricostruito. I lavori di ristrutturazione si protrassero per tutto il XVI secolo. L’interno venne ulteriormente rinnovato in occasione dell’Anno Santo del 1650. La facciata fu completata (1658-1662) su disegno di Pietro da Cortona e consta di due ordini: quello inferiore è costituito da un porticato con colonne corinzie, quello superiore da un loggia chiusa in alto da un timpano. L’interno, a tre navate separate da dodici colonne con capitelli ionici, presenta un altare, realizzato su disegno di Bernini, che custodisce al centro l’icona medievale di una Madonna al di sotto della quale sono le reliquie di Sant’Agapito.

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La basilica di Santa Maria in via Lata fu edificata alla fine del VII secolo sui resti di un edificio del I-III sec. d.C. Nell’antica aula di culto, posta ad livello inferiore rispetto alla struttura attuale, sono visibili le copie di affreschi dell’VIII secolo (gli originali si conservano nel Museo della Crypta Balbi); la colonna di granito connessa alla prigionia di San Paolo che, secondo una leggenda, avrebbe vissuto qui e un pozzo da cui sarebbe scaturita acqua dopo le preghiere del Santo. Nel 1049 la chiesa fu ricostruita e sopraelevata: il nuovo edificio aveva orientamento opposto a quello attuale e si appoggiava all'Arcus Novus, un arco costruito da Diocleziano a cavallo della via; la chiesa inferiore venne in parte murata e in parte trasformata in cripta. Nel 1491 l’edificio venne demolito, abbattendo anche l’Arcus Novus, e ricostruito. I lavori di ristrutturazione si protrassero per tutto il XVI secolo. L’interno venne ulteriormente rinnovato in occasione dell’Anno Santo del 1650. La facciata fu completata (1658-1662) su disegno di Pietro da Cortona e consta di due ordini: quello inferiore è costituito da un porticato con colonne corinzie, quello superiore da un loggia chiusa in alto da un timpano. L’interno, a tre navate separate da dodici colonne con capitelli ionici, presenta un altare, realizzato su disegno di Bernini, che custodisce al centro l’icona medievale di una Madonna al di sotto della quale sono le reliquie di Sant’Agapito.

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La basilica di Santa Maria in via Lata fu edificata alla fine del VII secolo sui resti di un edificio del I-III sec. d.C. Nell’antica aula di culto, posta ad livello inferiore rispetto alla struttura attuale, sono visibili le copie di affreschi dell’VIII secolo (gli originali si conservano nel Museo della Crypta Balbi); la colonna di granito connessa alla prigionia di San Paolo che, secondo una leggenda, avrebbe vissuto qui e un pozzo da cui sarebbe scaturita acqua dopo le preghiere del Santo. Nel 1049 la chiesa fu ricostruita e sopraelevata: il nuovo edificio aveva orientamento opposto a quello attuale e si appoggiava all'Arcus Novus, un arco costruito da Diocleziano a cavallo della via; la chiesa inferiore venne in parte murata e in parte trasformata in cripta. Nel 1491 l’edificio venne demolito, abbattendo anche l’Arcus Novus, e ricostruito. I lavori di ristrutturazione si protrassero per tutto il XVI secolo. L’interno venne ulteriormente rinnovato in occasione dell’Anno Santo del 1650. La facciata fu completata (1658-1662) su disegno di Pietro da Cortona e consta di due ordini: quello inferiore è costituito da un porticato con colonne corinzie, quello superiore da un loggia chiusa in alto da un timpano. L’interno, a tre navate separate da dodici colonne con capitelli ionici, presenta un altare, realizzato su disegno di Bernini, che custodisce al centro l’icona medievale di una Madonna al di sotto della quale sono le reliquie di Sant’Agapito.

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