Santa Maria Maggiore

Piazza Santa Maria Maggiore, Roma
0669886800/­0669886817

La Basilica di Santa Maria Maggiore è una delle quattro basiliche papali di Roma. Collocata sulla sommità del colle Esquilino, è la sola ad aver conservato la primitiva struttura paleocristiana, sia pure arricchita da successive aggiunte. Edificata per volere di Papa Liberio nel 352 d.C., le sue origini sono legate ad una leggenda secondo la quale fu proprio la Madonna, apparsa in sogno al Pontefice, ad indicare, attraverso una copiosa nevicata, il luogo dove volle fosse costruita la Chiesa: da qui il nome di Santa Maria della Neve, come è ancora oggi conosciuta o Basilica liberiana (dal nome del tradizionale fondatore, papa Liberio). Sappiamo che sotto papa Sisto III a partire dall'anno 432 si presentava a tre navate, divise da 21 colonne di spoglio per lato, sormontate da capitelli ionici, sopra le quali corre un architrave continua. La navata centrale era illuminata da 21 finestre per lato (la metà delle quali furono successivamente tamponate) ed era sormontata da una copertura lignea con capriate a vista. Tale navata venne decorata da splendidi mosaici con un ciclo di storie del Vecchio e Nuovo Testamento (V secolo), che mostra i caratteri stilistici dell'arte tardoantica. Risalgono alla metà del XII secolo, al tempo di papa Eugenio III, il pavimento cosmatesco e il portico addossato alla facciata. Nel 1300, durante il pontificato di Niccolò IV, venne aggiunto il transetto e fu creata una nuova abside decorata con ricchi mosaici realizzati da Jacopo Torriti. Alla stessa epoca risalgono i mosaici della facciata, opera di Filippo Rusuti. Nel XV secolo il cardinale Guglielmo d'Estouteville, arciprete della basilica fra il 1445 e il 1483, fece coprire con delle volte le navate laterali, mentre la navata centrale fu decorata con un ricco soffitto a cassettoni realizzato su progetto dell'architetto Giuliano da Sangallo, su commissione del cardinale Rodrigo Borgia, futuro papa Alessandro VI. Tra le opere aggiunte nei secoli si segnalano la trecentesca Cappella del Presepe di Arnolfo di Cambio (distrutta) e la Cappella Sforza eseguita su disegno di Michelangelo Buonarroti. La facciata principale, caratterizzata da un portico e da una loggia per le benedizioni, opera di Ferdinando Fuga fu eseguita tra il 1741 e il 1743 durante il pontificato di Benedetto XIV. La loggia settecentesca contiene mosaici medievali che illustrano la leggenda delle origini della Basilica. Il portone che si trova alla sinistra di quello centrale è la Porta Santa, che viene aperta soltanto durante il Giubileo. All'interno, la navata centrale è ornata da 42 colonne con trabeazione ellenizzante: il numero delle colonne indicherebbe il numero delle generazioni da Abramo a Gesù. Il soffitto ligneo è ancora quello di Giuliano da Sangallo. La Cappella Sistina, detta anche del Santissimo Sacramento, fu realizzata nel 1585 dall’architetto Domenico Fontana, ingloba la Cappella del Presepe e fu voluta da Sisto V per contenere la propria tomba. Essa ospita anche la semplicissima tomba nella quale riposa il Bernini. Di fronte si trova la Cappella Paolina o Borghese, con pianta a croce greca, arricchita da una sfarzosa decorazione che non disdegna l'impiego copioso di materiali preziosi e l'apporto dell'opera dei maggiori artisti dell'epoca. Nella sua cripta è sepolta Paolina Borghese, sorella di Napoleone. Il campanile romanico di Santa Maria Maggiore, alto 75 metri, fu costruito tra il 1375­1376 ed è stato nei secoli rialzato e completato dal cardinale d'Estouteville. Tra il 1966 e il 1971, per risolvere i problemi causati dall’umidità, fu intrapresa una campagna di scavi sotto il pavimento della basilica che riportò alla luce numerosi ambienti del II e III secolo d.C., attualmente musealizzati ed accessibili dal museo della Basilica. Lungo il percorso si incontrano tracce di un piccolo stabilimento termale con mosaici e intercapedini per il riscaldamento e frammenti ben conservati di affreschi geometrici decorativi e relativi ad un calendario agricolo.

ORARI:

La Basilica è aperta tutti i giorni dalle ore 7:00 alle ore 18:45.

Museo, area archeologica e loggia dalle ore 9:00 alle ore 18:00

La basilica

La Basilica di Santa Maria Maggiore è una delle quattro basiliche papali di Roma. Collocata sulla sommità del colle Esquilino, è la sola ad aver conservato la primitiva struttura paleocristiana, sia pure arricchita da successive aggiunte. Edificata per volere di Papa Liberio nel 352 d.C., le sue origini sono legate ad una leggenda secondo la quale fu proprio la Madonna, apparsa in sogno al Pontefice, ad indicare, attraverso una copiosa nevicata, il luogo dove volle fosse costruita la Chiesa: da qui il nome di Santa Maria della Neve, come è ancora oggi conosciuta o Basilica liberiana (dal nome del tradizionale fondatore, papa Liberio). Sappiamo che sotto papa Sisto III a partire dall'anno 432 si presentava a tre navate, divise da 21 colonne di spoglio per lato, sormontate da capitelli ionici, sopra le quali corre un architrave continua. La navata centrale era illuminata da 21 finestre per lato (la metà delle quali furono successivamente tamponate) ed era sormontata da una copertura lignea con capriate a vista. Tale navata venne decorata da splendidi mosaici con un ciclo di storie del Vecchio e Nuovo Testamento (V secolo), che mostra i caratteri stilistici dell'arte tardoantica. Risalgono alla metà del XII secolo, al tempo di papa Eugenio III, il pavimento cosmatesco e il portico addossato alla facciata. Nel 1300, durante il pontificato di Niccolò IV, venne aggiunto il transetto e fu creata una nuova abside decorata con ricchi mosaici realizzati da Jacopo Torriti. Alla stessa epoca risalgono i mosaici della facciata, opera di Filippo Rusuti. Nel XV secolo il cardinale Guglielmo d'Estouteville, arciprete della basilica fra il 1445 e il 1483, fece coprire con delle volte le navate laterali, mentre la navata centrale fu decorata con un ricco soffitto a cassettoni realizzato su progetto dell'architetto Giuliano da Sangallo, su commissione del cardinale Rodrigo Borgia, futuro papa Alessandro VI. Tra le opere aggiunte nei secoli si segnalano la trecentesca Cappella del Presepe di Arnolfo di Cambio (distrutta) e la Cappella Sforza eseguita su disegno di Michelangelo Buonarroti. La facciata principale, caratterizzata da un portico e da una loggia per le benedizioni, opera di Ferdinando Fuga fu eseguita tra il 1741 e il 1743 durante il pontificato di Benedetto XIV. La loggia settecentesca contiene mosaici medievali che illustrano la leggenda delle origini della Basilica. Il portone che si trova alla sinistra di quello centrale è la Porta Santa, che viene aperta soltanto durante il Giubileo. All'interno, la navata centrale è ornata da 42 colonne con trabeazione ellenizzante: il numero delle colonne indicherebbe il numero delle generazioni da Abramo a Gesù. Il soffitto ligneo è ancora quello di Giuliano da Sangallo. La Cappella Sistina, detta anche del Santissimo Sacramento, fu realizzata nel 1585 dall’architetto Domenico Fontana, ingloba la Cappella del Presepe e fu voluta da Sisto V per contenere la propria tomba. Essa ospita anche la semplicissima tomba nella quale riposa il Bernini. Di fronte si trova la Cappella Paolina o Borghese, con pianta a croce greca, arricchita da una sfarzosa decorazione che non disdegna l'impiego copioso di materiali preziosi e l'apporto dell'opera dei maggiori artisti dell'epoca. Nella sua cripta è sepolta Paolina Borghese, sorella di Napoleone. Il campanile romanico di Santa Maria Maggiore, alto 75 metri, fu costruito tra il 1375­1376 ed è stato nei secoli rialzato e completato dal cardinale d'Estouteville. Tra il 1966 e il 1971, per risolvere i problemi causati dall’umidità, fu intrapresa una campagna di scavi sotto il pavimento della basilica che riportò alla luce numerosi ambienti del II e III secolo d.C., attualmente musealizzati ed accessibili dal museo della Basilica. Lungo il percorso si incontrano tracce di un piccolo stabilimento termale con mosaici e intercapedini per il riscaldamento e frammenti ben conservati di affreschi geometrici decorativi e relativi ad un calendario agricolo.

ORARI:

La Basilica è aperta tutti i giorni dalle ore 7:00 alle ore 18:45.

Museo, area archeologica e loggia dalle ore 9:00 alle ore 18:00

41.89759859999999,12.498408400000017,16

La Basilica di Santa Maria Maggiore è una delle quattro basiliche papali di Roma. Collocata sulla sommità del colle Esquilino, è la sola ad aver conservato la primitiva struttura paleocristiana, sia pure arricchita da successive aggiunte. Edificata per volere di Papa Liberio nel 352 d.C., le sue origini sono legate ad una leggenda secondo la quale fu proprio la Madonna, apparsa in sogno al Pontefice, ad indicare, attraverso una copiosa nevicata, il luogo dove volle fosse costruita la Chiesa: da qui il nome di Santa Maria della Neve, come è ancora oggi conosciuta o Basilica liberiana (dal nome del tradizionale fondatore, papa Liberio). Sappiamo che sotto papa Sisto III a partire dall'anno 432 si presentava a tre navate, divise da 21 colonne di spoglio per lato, sormontate da capitelli ionici, sopra le quali corre un architrave continua. La navata centrale era illuminata da 21 finestre per lato (la metà delle quali furono successivamente tamponate) ed era sormontata da una copertura lignea con capriate a vista. Tale navata venne decorata da splendidi mosaici con un ciclo di storie del Vecchio e Nuovo Testamento (V secolo), che mostra i caratteri stilistici dell'arte tardoantica. Risalgono alla metà del XII secolo, al tempo di papa Eugenio III, il pavimento cosmatesco e il portico addossato alla facciata. Nel 1300, durante il pontificato di Niccolò IV, venne aggiunto il transetto e fu creata una nuova abside decorata con ricchi mosaici realizzati da Jacopo Torriti. Alla stessa epoca risalgono i mosaici della facciata, opera di Filippo Rusuti. Nel XV secolo il cardinale Guglielmo d'Estouteville, arciprete della basilica fra il 1445 e il 1483, fece coprire con delle volte le navate laterali, mentre la navata centrale fu decorata con un ricco soffitto a cassettoni realizzato su progetto dell'architetto Giuliano da Sangallo, su commissione del cardinale Rodrigo Borgia, futuro papa Alessandro VI. Tra le opere aggiunte nei secoli si segnalano la trecentesca Cappella del Presepe di Arnolfo di Cambio (distrutta) e la Cappella Sforza eseguita su disegno di Michelangelo Buonarroti. La facciata principale, caratterizzata da un portico e da una loggia per le benedizioni, opera di Ferdinando Fuga fu eseguita tra il 1741 e il 1743 durante il pontificato di Benedetto XIV. La loggia settecentesca contiene mosaici medievali che illustrano la leggenda delle origini della Basilica. Il portone che si trova alla sinistra di quello centrale è la Porta Santa, che viene aperta soltanto durante il Giubileo. All'interno, la navata centrale è ornata da 42 colonne con trabeazione ellenizzante: il numero delle colonne indicherebbe il numero delle generazioni da Abramo a Gesù. Il soffitto ligneo è ancora quello di Giuliano da Sangallo. La Cappella Sistina, detta anche del Santissimo Sacramento, fu realizzata nel 1585 dall’architetto Domenico Fontana, ingloba la Cappella del Presepe e fu voluta da Sisto V per contenere la propria tomba. Essa ospita anche la semplicissima tomba nella quale riposa il Bernini. Di fronte si trova la Cappella Paolina o Borghese, con pianta a croce greca, arricchita da una sfarzosa decorazione che non disdegna l'impiego copioso di materiali preziosi e l'apporto dell'opera dei maggiori artisti dell'epoca. Nella sua cripta è sepolta Paolina Borghese, sorella di Napoleone. Il campanile romanico di Santa Maria Maggiore, alto 75 metri, fu costruito tra il 1375­1376 ed è stato nei secoli rialzato e completato dal cardinale d'Estouteville. Tra il 1966 e il 1971, per risolvere i problemi causati dall’umidità, fu intrapresa una campagna di scavi sotto il pavimento della basilica che riportò alla luce numerosi ambienti del II e III secolo d.C., attualmente musealizzati ed accessibili dal museo della Basilica. Lungo il percorso si incontrano tracce di un piccolo stabilimento termale con mosaici e intercapedini per il riscaldamento e frammenti ben conservati di affreschi geometrici decorativi e relativi ad un calendario agricolo.

ORARI:

La Basilica è aperta tutti i giorni dalle ore 7:00 alle ore 18:45.

Museo, area archeologica e loggia dalle ore 9:00 alle ore 18:00

itinerari che contengono questo punto di interesse