Santo Spirito in Sassia

Borgo Santo Spirito, 2466 Roma

Originariamente dedicata a Maria, nacque lungo la via che conduceva al santuario di Pietro presso la Schola Saxonum che nell’VIII sec accoglieva i pellegrini inglesi. Nel XII secolo assunse il nuovo nome, nel generale riassetto del complesso con l’istituzione dell’ospedale del Santo Spirito voluta da Innocenzo III (Lotario dei Conti di Segni 1198-1216).Ricostruita completamente con Paolo III (Alessandro Farnese 1534-1549) tra il 1538 e il 1544 dopo i danni del sacco di Roma del 1527 e collegata direttamente al vicino Ospedale, fu realizzata su progetto forse di Antonio da Sangallo il Giovane con l’intervento di Ottavio Mascarino per la facciata, completata sotto Sisto V(Felice Peretti 1485-1590) intorno al 1590. La facciata tardo-rinascimentale riprende lo schema quattrocentesco a due ordini sovrapposti e costituisce un modello per le chiese barocche dell’età della Controriforma.Il prospetto, su Borgo Santo Spirito, è preceduto da un’ampia scalinata, e scandito da lesene con capitelli compositi che inquadrano nicchie e un portale con timpano triangolare; in alto una grande apertura centrale circolare con lo stemma di Sisto V. Al lato, il campanile quattrocentesco con doppie bifore eretto durante il pontificato di Sisto IV (Francesco della Rovere 1471-1484), attribuito a Baccio Pontelli. L’interno, a navata unica con cappelle sui lati e profonde abside, conserva gli affreschi del pittore manierista Livio Agresti (1505-1579) e di Jacopo e Francesco Zucchi che decorarono il vicino palazzo del Commendatore. Si conserva il cinquecentesco soffitto ligneo dorato a lacunari eseguito durante il pontificato di Paolo III, il cui disegno è attribuito al Sangallo.La chiesa conserva l’organo cinquecentesco del cremonese Niccolò Tezani, realizzato forse in su disegno di Antonio da Sangallo il Giovane, con la novità architettonica nel prospetto in forma di arco trionfale, modello di facciata per gli organi di Roma e dell’Italia centrale.

Antonio da Sangallo il Giovane (1484/1546).

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Originariamente dedicata a Maria, nacque lungo la via che conduceva al santuario di Pietro presso la Schola Saxonum che nell’VIII sec accoglieva i pellegrini inglesi. Nel XII secolo assunse il nuovo nome, nel generale riassetto del complesso con l’istituzione dell’ospedale del Santo Spirito voluta da Innocenzo III (Lotario dei Conti di Segni 1198-1216).Ricostruita completamente con Paolo III (Alessandro Farnese 1534-1549) tra il 1538 e il 1544 dopo i danni del sacco di Roma del 1527 e collegata direttamente al vicino Ospedale, fu realizzata su progetto forse di Antonio da Sangallo il Giovane con l’intervento di Ottavio Mascarino per la facciata, completata sotto Sisto V(Felice Peretti 1485-1590) intorno al 1590. La facciata tardo-rinascimentale riprende lo schema quattrocentesco a due ordini sovrapposti e costituisce un modello per le chiese barocche dell’età della Controriforma.Il prospetto, su Borgo Santo Spirito, è preceduto da un’ampia scalinata, e scandito da lesene con capitelli compositi che inquadrano nicchie e un portale con timpano triangolare; in alto una grande apertura centrale circolare con lo stemma di Sisto V. Al lato, il campanile quattrocentesco con doppie bifore eretto durante il pontificato di Sisto IV (Francesco della Rovere 1471-1484), attribuito a Baccio Pontelli. L’interno, a navata unica con cappelle sui lati e profonde abside, conserva gli affreschi del pittore manierista Livio Agresti (1505-1579) e di Jacopo e Francesco Zucchi che decorarono il vicino palazzo del Commendatore. Si conserva il cinquecentesco soffitto ligneo dorato a lacunari eseguito durante il pontificato di Paolo III, il cui disegno è attribuito al Sangallo.La chiesa conserva l’organo cinquecentesco del cremonese Niccolò Tezani, realizzato forse in su disegno di Antonio da Sangallo il Giovane, con la novità architettonica nel prospetto in forma di arco trionfale, modello di facciata per gli organi di Roma e dell’Italia centrale.

Antonio da Sangallo il Giovane (1484/1546).

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Originariamente dedicata a Maria, nacque lungo la via che conduceva al santuario di Pietro presso la Schola Saxonum che nell’VIII sec accoglieva i pellegrini inglesi. Nel XII secolo assunse il nuovo nome, nel generale riassetto del complesso con l’istituzione dell’ospedale del Santo Spirito voluta da Innocenzo III (Lotario dei Conti di Segni 1198-1216).Ricostruita completamente con Paolo III (Alessandro Farnese 1534-1549) tra il 1538 e il 1544 dopo i danni del sacco di Roma del 1527 e collegata direttamente al vicino Ospedale, fu realizzata su progetto forse di Antonio da Sangallo il Giovane con l’intervento di Ottavio Mascarino per la facciata, completata sotto Sisto V(Felice Peretti 1485-1590) intorno al 1590. La facciata tardo-rinascimentale riprende lo schema quattrocentesco a due ordini sovrapposti e costituisce un modello per le chiese barocche dell’età della Controriforma.Il prospetto, su Borgo Santo Spirito, è preceduto da un’ampia scalinata, e scandito da lesene con capitelli compositi che inquadrano nicchie e un portale con timpano triangolare; in alto una grande apertura centrale circolare con lo stemma di Sisto V. Al lato, il campanile quattrocentesco con doppie bifore eretto durante il pontificato di Sisto IV (Francesco della Rovere 1471-1484), attribuito a Baccio Pontelli. L’interno, a navata unica con cappelle sui lati e profonde abside, conserva gli affreschi del pittore manierista Livio Agresti (1505-1579) e di Jacopo e Francesco Zucchi che decorarono il vicino palazzo del Commendatore. Si conserva il cinquecentesco soffitto ligneo dorato a lacunari eseguito durante il pontificato di Paolo III, il cui disegno è attribuito al Sangallo.La chiesa conserva l’organo cinquecentesco del cremonese Niccolò Tezani, realizzato forse in su disegno di Antonio da Sangallo il Giovane, con la novità architettonica nel prospetto in forma di arco trionfale, modello di facciata per gli organi di Roma e dell’Italia centrale.

Antonio da Sangallo il Giovane (1484/1546).

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