Stadio di Domiziano

Piazza Navona, Roma
0645686100/0645686101

Monumento tipico dell’architettura greca, destinato alle gare di atletica (agónes), indica nel nome anche la dimensione della pista (stádion equivalente a ca. 190 metri), generalmente collocato a sfruttare un declivio naturale. Già nel VI sec. a.C. la forma canonica prevedeva una pianta rettangolare con un lato rettilineo, presso la linea di partenza. Lo Stadio di Domiziano appartiene ad un complesso di interventi di età flavia nell’area di Campo Marzio: fu realizzato tra l’86 e il 90 d.C. per i giochi atletici che, insieme alle gare equestri e musicali (svolte rispettivamente nel Circo Massimo e nel vicino Odeion), costituivano il certamen Capitolinum, istituito in onore di Giove. La pista occupava l’intera area dell’odierna Piazza Navona mentre sulla cavea si sono progressivamente impostati gli edifici circostanti. Edificato su terreno pianeggiante, lo stadio aveva la cavea sorretta da due ordini di arcate poggianti su pilastri di travertino, sul modello dei teatri, con semicolonne ioniche nel piano inferiore e corinzie in quello superiore: i fornici a questo livello erano ornati con statue (tra queste il cd. Pasquino). L’ingresso principale, dotato di una quinta scenografica e monumentale, doveva trovarsi sul lato breve rettilineo, rivolto verso l’area centrale della città. Gli ingressi sugli altri lati erano preceduti da un protiro con colonne in marmo portasanta. La cavea, divisa in due ordini di gradinate separate da un passaggio, accoglieva fino a 30.000 spettatori. In corrispondenza degli assi principali i palchi destinati all’imperatore e alle autorità. Lo Stadio, che nel III sec. d.C. ospitò anche giochi gladiatori, rimase in uso fino al V secolo d.C..

ORARI:

Da Lunedì a Domenica 10:00-19:00

Sabato dalle ore 10:00 alle ore 20:00

La biglietteria chiude 30 minuti prima

Monumento tipico dell’architettura greca, destinato alle gare di atletica (agónes), indica nel nome anche la dimensione della pista (stádion equivalente a ca. 190 metri), generalmente collocato a sfruttare un declivio naturale. Già nel VI sec. a.C. la forma canonica prevedeva una pianta rettangolare con un lato rettilineo, presso la linea di partenza. Lo Stadio di Domiziano appartiene ad un complesso di interventi di età flavia nell’area di Campo Marzio: fu realizzato tra l’86 e il 90 d.C. per i giochi atletici che, insieme alle gare equestri e musicali (svolte rispettivamente nel Circo Massimo e nel vicino Odeion), costituivano il certamen Capitolinum, istituito in onore di Giove. La pista occupava l’intera area dell’odierna Piazza Navona mentre sulla cavea si sono progressivamente impostati gli edifici circostanti. Edificato su terreno pianeggiante, lo stadio aveva la cavea sorretta da due ordini di arcate poggianti su pilastri di travertino, sul modello dei teatri, con semicolonne ioniche nel piano inferiore e corinzie in quello superiore: i fornici a questo livello erano ornati con statue (tra queste il cd. Pasquino). L’ingresso principale, dotato di una quinta scenografica e monumentale, doveva trovarsi sul lato breve rettilineo, rivolto verso l’area centrale della città. Gli ingressi sugli altri lati erano preceduti da un protiro con colonne in marmo portasanta. La cavea, divisa in due ordini di gradinate separate da un passaggio, accoglieva fino a 30.000 spettatori. In corrispondenza degli assi principali i palchi destinati all’imperatore e alle autorità. Lo Stadio, che nel III sec. d.C. ospitò anche giochi gladiatori, rimase in uso fino al V secolo d.C..

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Da Lunedì a Domenica 10:00-19:00

Sabato dalle ore 10:00 alle ore 20:00

La biglietteria chiude 30 minuti prima

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Monumento tipico dell’architettura greca, destinato alle gare di atletica (agónes), indica nel nome anche la dimensione della pista (stádion equivalente a ca. 190 metri), generalmente collocato a sfruttare un declivio naturale. Già nel VI sec. a.C. la forma canonica prevedeva una pianta rettangolare con un lato rettilineo, presso la linea di partenza. Lo Stadio di Domiziano appartiene ad un complesso di interventi di età flavia nell’area di Campo Marzio: fu realizzato tra l’86 e il 90 d.C. per i giochi atletici che, insieme alle gare equestri e musicali (svolte rispettivamente nel Circo Massimo e nel vicino Odeion), costituivano il certamen Capitolinum, istituito in onore di Giove. La pista occupava l’intera area dell’odierna Piazza Navona mentre sulla cavea si sono progressivamente impostati gli edifici circostanti. Edificato su terreno pianeggiante, lo stadio aveva la cavea sorretta da due ordini di arcate poggianti su pilastri di travertino, sul modello dei teatri, con semicolonne ioniche nel piano inferiore e corinzie in quello superiore: i fornici a questo livello erano ornati con statue (tra queste il cd. Pasquino). L’ingresso principale, dotato di una quinta scenografica e monumentale, doveva trovarsi sul lato breve rettilineo, rivolto verso l’area centrale della città. Gli ingressi sugli altri lati erano preceduti da un protiro con colonne in marmo portasanta. La cavea, divisa in due ordini di gradinate separate da un passaggio, accoglieva fino a 30.000 spettatori. In corrispondenza degli assi principali i palchi destinati all’imperatore e alle autorità. Lo Stadio, che nel III sec. d.C. ospitò anche giochi gladiatori, rimase in uso fino al V secolo d.C..

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Da Lunedì a Domenica 10:00-19:00

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