Stagnum Agrippae

Via del Monterone, Roma

Collocato nell’avvallamento naturale nell’area compresa tra l’odierno Corso Vittorio Emanuele II e via dei Nari, lo Stagno di Agrippa era un lago artificiale che raccoglieva in parte le acque dell’Amnis Petronia e dell’Aqua Sallustiana proveniente dalle pendici del Quirinale. Alimentato dall’Aqua Virgo strettamente connesso prima con le terme di Agrippa (costruite tra il 25 e il 19 a.C.) e poi di Nerone (inaugurate nel 64 d.C.), per le quali svolgeva la funzione di grande piscina (natatio). Da qui si diramava un canale artificiale detto Euripo che scaricava le acque in eccesso.

Il bacino, di forma rettangolare, era circondato da banchine in muratura con una recinzione in blocchi di peperino. Si apriva a nord un ingresso monumentale con gradini di marmo, forse di età augustea, in asse con le Terme Alessandrine, venuto alla luce presso l’odierna Piazza S. Eustachio a poco più di due metri sotto il piano attuale.

Lo stagno di Agrippa era spesso luogo di feste con scenografie acquatiche. Lo storico Tacito ricorda, tra gli altri, uno sfarzoso e licenzioso banchetto organizzato dal Prefetto del Pretorio Tigellino per l’imperatore Nerone.Dopo il I sec. d.C. lo stagno non fu probabilmente più utilizzato e fu colmato per essere trasformato in piazza.

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Collocato nell’avvallamento naturale nell’area compresa tra l’odierno Corso Vittorio Emanuele II e via dei Nari, lo Stagno di Agrippa era un lago artificiale che raccoglieva in parte le acque dell’Amnis Petronia e dell’Aqua Sallustiana proveniente dalle pendici del Quirinale. Alimentato dall’Aqua Virgo strettamente connesso prima con le terme di Agrippa (costruite tra il 25 e il 19 a.C.) e poi di Nerone (inaugurate nel 64 d.C.), per le quali svolgeva la funzione di grande piscina (natatio). Da qui si diramava un canale artificiale detto Euripo che scaricava le acque in eccesso.

Il bacino, di forma rettangolare, era circondato da banchine in muratura con una recinzione in blocchi di peperino. Si apriva a nord un ingresso monumentale con gradini di marmo, forse di età augustea, in asse con le Terme Alessandrine, venuto alla luce presso l’odierna Piazza S. Eustachio a poco più di due metri sotto il piano attuale.

Lo stagno di Agrippa era spesso luogo di feste con scenografie acquatiche. Lo storico Tacito ricorda, tra gli altri, uno sfarzoso e licenzioso banchetto organizzato dal Prefetto del Pretorio Tigellino per l’imperatore Nerone.Dopo il I sec. d.C. lo stagno non fu probabilmente più utilizzato e fu colmato per essere trasformato in piazza.

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Collocato nell’avvallamento naturale nell’area compresa tra l’odierno Corso Vittorio Emanuele II e via dei Nari, lo Stagno di Agrippa era un lago artificiale che raccoglieva in parte le acque dell’Amnis Petronia e dell’Aqua Sallustiana proveniente dalle pendici del Quirinale. Alimentato dall’Aqua Virgo strettamente connesso prima con le terme di Agrippa (costruite tra il 25 e il 19 a.C.) e poi di Nerone (inaugurate nel 64 d.C.), per le quali svolgeva la funzione di grande piscina (natatio). Da qui si diramava un canale artificiale detto Euripo che scaricava le acque in eccesso.

Il bacino, di forma rettangolare, era circondato da banchine in muratura con una recinzione in blocchi di peperino. Si apriva a nord un ingresso monumentale con gradini di marmo, forse di età augustea, in asse con le Terme Alessandrine, venuto alla luce presso l’odierna Piazza S. Eustachio a poco più di due metri sotto il piano attuale.

Lo stagno di Agrippa era spesso luogo di feste con scenografie acquatiche. Lo storico Tacito ricorda, tra gli altri, uno sfarzoso e licenzioso banchetto organizzato dal Prefetto del Pretorio Tigellino per l’imperatore Nerone.Dopo il I sec. d.C. lo stagno non fu probabilmente più utilizzato e fu colmato per essere trasformato in piazza.

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