Tabularium

Il Tabularium è posto lungo il versante orientale del Campidoglio antistante il Foro Romano. Il nome deriva dalle tabulae publicae (documenti) conservate al suo interno, dove aveva sede l’archivio pubblico dello Stato Romano. Secondo quanto riportato in un’iscrizione, Quinto Lutazio Catulo (78-65 a.C.) si occupò della costruzione della sostruzione e del Tabularium: la sostruzione è il basamento ad arcate visibile al di sotto del palazzo Senatorio, mentre il Tabularium sarebbe identificabile con l’edificio sovrastante oggi perduto. Nel muro di sostegno in opera quadrata si aprono sei finestre relative ad un corridoio interno coperto con volta a botte e accessibile dall’esterno da una porta. In fondo al corridoio è presente una scalinata che porta alla galleria superiore coperta da undici volte a padiglione, intervallate da dodici pilastri, corrispondenti all’esterno a semicolonne con capitelli e basi in travertino. Lungo la galleria superiore si aprono alcuni ambienti d’incerta funzione: in quelli nord orientali, accessibili dalla scala del corridoio inferiore, si è proposto di riconoscere una parte della zecca repubblicana. È stato ipotizzato che il corridoio finestrato fosse un collegamento tra l’Erario, localizzato nel Foro, presso il tempio di Saturno, e la zecca, collocata presso l’Arx. Del secondo piano non resta quasi nulla: si ipotizza la presenza di un grande portico colonnato o di un edificio templare. In corrispondenza dell’angolo sud ovest, che descrive una rientranza, era collocato il tempio di Veiove.

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Il Tabularium è posto lungo il versante orientale del Campidoglio antistante il Foro Romano. Il nome deriva dalle tabulae publicae (documenti) conservate al suo interno, dove aveva sede l’archivio pubblico dello Stato Romano. Secondo quanto riportato in un’iscrizione, Quinto Lutazio Catulo (78-65 a.C.) si occupò della costruzione della sostruzione e del Tabularium: la sostruzione è il basamento ad arcate visibile al di sotto del palazzo Senatorio, mentre il Tabularium sarebbe identificabile con l’edificio sovrastante oggi perduto. Nel muro di sostegno in opera quadrata si aprono sei finestre relative ad un corridoio interno coperto con volta a botte e accessibile dall’esterno da una porta. In fondo al corridoio è presente una scalinata che porta alla galleria superiore coperta da undici volte a padiglione, intervallate da dodici pilastri, corrispondenti all’esterno a semicolonne con capitelli e basi in travertino. Lungo la galleria superiore si aprono alcuni ambienti d’incerta funzione: in quelli nord orientali, accessibili dalla scala del corridoio inferiore, si è proposto di riconoscere una parte della zecca repubblicana. È stato ipotizzato che il corridoio finestrato fosse un collegamento tra l’Erario, localizzato nel Foro, presso il tempio di Saturno, e la zecca, collocata presso l’Arx. Del secondo piano non resta quasi nulla: si ipotizza la presenza di un grande portico colonnato o di un edificio templare. In corrispondenza dell’angolo sud ovest, che descrive una rientranza, era collocato il tempio di Veiove.

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Il Tabularium è posto lungo il versante orientale del Campidoglio antistante il Foro Romano. Il nome deriva dalle tabulae publicae (documenti) conservate al suo interno, dove aveva sede l’archivio pubblico dello Stato Romano. Secondo quanto riportato in un’iscrizione, Quinto Lutazio Catulo (78-65 a.C.) si occupò della costruzione della sostruzione e del Tabularium: la sostruzione è il basamento ad arcate visibile al di sotto del palazzo Senatorio, mentre il Tabularium sarebbe identificabile con l’edificio sovrastante oggi perduto. Nel muro di sostegno in opera quadrata si aprono sei finestre relative ad un corridoio interno coperto con volta a botte e accessibile dall’esterno da una porta. In fondo al corridoio è presente una scalinata che porta alla galleria superiore coperta da undici volte a padiglione, intervallate da dodici pilastri, corrispondenti all’esterno a semicolonne con capitelli e basi in travertino. Lungo la galleria superiore si aprono alcuni ambienti d’incerta funzione: in quelli nord orientali, accessibili dalla scala del corridoio inferiore, si è proposto di riconoscere una parte della zecca repubblicana. È stato ipotizzato che il corridoio finestrato fosse un collegamento tra l’Erario, localizzato nel Foro, presso il tempio di Saturno, e la zecca, collocata presso l’Arx. Del secondo piano non resta quasi nulla: si ipotizza la presenza di un grande portico colonnato o di un edificio templare. In corrispondenza dell’angolo sud ovest, che descrive una rientranza, era collocato il tempio di Veiove.

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