Teatro di Marcello

Il teatro di Marcello, dal nome del nipote ed erede dell’imperatore morto prematuramente, venne eretto da Augusto nel 13 o 11 a.C. in prossimità del tempio di Apollo Sosiano, in un luogo già adibito allo svolgimento di rappresentazioni sceniche (mediante strutture mobili di legno) in onore della divinità. Di dimensioni inferiori al teatro di Pompeo (diametro ca. m 130) presentava la facciata curvilinea della cavea scandita da due ordini di arcate decorate da semicolonne e grandi maschere teatrali poste sulle chiavi d’arco. Il terzo ordine probabilmente era costituito da un muro continuo decorato da lesene. La scena, obliterata dalle costruzioni successive (ma ci è nota attraverso i frammenti della pianta marmorea della città un tempo esposta nel Foro della Pace) era di forma rettilinea e fiancheggiata alle due estremità da grandi aule absidate, forse i sacelli di Diana e della Pietas i cui templi erano andati distrutti per la costruzione del teatro. Ancora in uso nel V secolo d.C., in età medievale l’edificio venne progressivamente occupato da costruzioni fino ad essere trasformato in fortezza nel XIII secolo e in palazzo nobiliare dei Savelli nel cinquecento (ad opera di Baldassarre Peruzzi, 1523-27). Come dimostrano documenti dell’epoca già nel X secolo nell’area immediatamente limitrofa era sorto un vivace quartiere incentrato sul mercato delle carni. Negli anni 1926-1932 la parte inferiore del palazzo, corrispondente alle strutture romane, fu acquistata dal Comune di Roma e restaurata asportando integralmente tutte le testimonianze del quartiere medievale e rinascimentale.

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Il teatro di Marcello, dal nome del nipote ed erede dell’imperatore morto prematuramente, venne eretto da Augusto nel 13 o 11 a.C. in prossimità del tempio di Apollo Sosiano, in un luogo già adibito allo svolgimento di rappresentazioni sceniche (mediante strutture mobili di legno) in onore della divinità. Di dimensioni inferiori al teatro di Pompeo (diametro ca. m 130) presentava la facciata curvilinea della cavea scandita da due ordini di arcate decorate da semicolonne e grandi maschere teatrali poste sulle chiavi d’arco. Il terzo ordine probabilmente era costituito da un muro continuo decorato da lesene. La scena, obliterata dalle costruzioni successive (ma ci è nota attraverso i frammenti della pianta marmorea della città un tempo esposta nel Foro della Pace) era di forma rettilinea e fiancheggiata alle due estremità da grandi aule absidate, forse i sacelli di Diana e della Pietas i cui templi erano andati distrutti per la costruzione del teatro. Ancora in uso nel V secolo d.C., in età medievale l’edificio venne progressivamente occupato da costruzioni fino ad essere trasformato in fortezza nel XIII secolo e in palazzo nobiliare dei Savelli nel cinquecento (ad opera di Baldassarre Peruzzi, 1523-27). Come dimostrano documenti dell’epoca già nel X secolo nell’area immediatamente limitrofa era sorto un vivace quartiere incentrato sul mercato delle carni. Negli anni 1926-1932 la parte inferiore del palazzo, corrispondente alle strutture romane, fu acquistata dal Comune di Roma e restaurata asportando integralmente tutte le testimonianze del quartiere medievale e rinascimentale.

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Il teatro di Marcello, dal nome del nipote ed erede dell’imperatore morto prematuramente, venne eretto da Augusto nel 13 o 11 a.C. in prossimità del tempio di Apollo Sosiano, in un luogo già adibito allo svolgimento di rappresentazioni sceniche (mediante strutture mobili di legno) in onore della divinità. Di dimensioni inferiori al teatro di Pompeo (diametro ca. m 130) presentava la facciata curvilinea della cavea scandita da due ordini di arcate decorate da semicolonne e grandi maschere teatrali poste sulle chiavi d’arco. Il terzo ordine probabilmente era costituito da un muro continuo decorato da lesene. La scena, obliterata dalle costruzioni successive (ma ci è nota attraverso i frammenti della pianta marmorea della città un tempo esposta nel Foro della Pace) era di forma rettilinea e fiancheggiata alle due estremità da grandi aule absidate, forse i sacelli di Diana e della Pietas i cui templi erano andati distrutti per la costruzione del teatro. Ancora in uso nel V secolo d.C., in età medievale l’edificio venne progressivamente occupato da costruzioni fino ad essere trasformato in fortezza nel XIII secolo e in palazzo nobiliare dei Savelli nel cinquecento (ad opera di Baldassarre Peruzzi, 1523-27). Come dimostrano documenti dell’epoca già nel X secolo nell’area immediatamente limitrofa era sorto un vivace quartiere incentrato sul mercato delle carni. Negli anni 1926-1932 la parte inferiore del palazzo, corrispondente alle strutture romane, fu acquistata dal Comune di Roma e restaurata asportando integralmente tutte le testimonianze del quartiere medievale e rinascimentale.

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