Teatro e Crypta di Balbo

Via delle Botteghe Oscure, Roma
066977671/0639967700

Il complesso archeologico, eretto tra il 19 e il 13 a.C. dal proconsole d'Africa Lucio Cornelio Balbo al ritorno dalle sue vittoriose campagne in Libia, occupava un’area del Campo Marzio compresa tra via delle Botteghe Oscure, piazza Paganica, via dei Funari e via dei Polacchi. Del teatro rimangono resti della facciata in travertino della cavea nel cortile di palazzo Mattei Paganica e dei muri radiali di sostegno nelle cantine dei palazzi circostanti. Meglio conservate e leggibili, dopo i recenti scavi, le strutture della Crypta antistante il teatro. L’edificio era costituito da un portico a tre braccia (corridoio interno m 10.65) che delimitavano uno spazio aperto ampio oltre 60 metri all’interno del quale era collocato un monumento (forse un tempio del dio Vulcano). Sul lato est del portico era presente una vasta esedra semicircolare (successivamente trasformata in latrina) alla quale era collegata un’aula destinata al culto del dio Mitra. Abbandonato nel V secolo d.C. il complesso venne utilizzato per qualche tempo come discarica urbana. A partire dall’VIII secolo è documentato l’inizio di un insediamento stabile (connesso alla chiesa di Santa Maria Domine Rose) che culminerà nel IX secolo nella formazione del fortilizio del Castrum Aureum e nel XVI secolo nella costruzione dei palazzi della famiglia Mattei. Nell’area è attualmente ospitata una delle sedi del Museo Nazionale Romano dedicata alle trasformazioni della città tra l’età tardoantica e l’età medievale.

Futouring Lazio

ORARI:

Aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:45. Chiuso il lunedì (eccetto lunedì in Albis e durante la settimana della cultura), 1 gennaio, 25 dicembre.

La biglietteria chiude alle 19:00.

Il complesso archeologico, eretto tra il 19 e il 13 a.C. dal proconsole d'Africa Lucio Cornelio Balbo al ritorno dalle sue vittoriose campagne in Libia, occupava un’area del Campo Marzio compresa tra via delle Botteghe Oscure, piazza Paganica, via dei Funari e via dei Polacchi. Del teatro rimangono resti della facciata in travertino della cavea nel cortile di palazzo Mattei Paganica e dei muri radiali di sostegno nelle cantine dei palazzi circostanti. Meglio conservate e leggibili, dopo i recenti scavi, le strutture della Crypta antistante il teatro. L’edificio era costituito da un portico a tre braccia (corridoio interno m 10.65) che delimitavano uno spazio aperto ampio oltre 60 metri all’interno del quale era collocato un monumento (forse un tempio del dio Vulcano). Sul lato est del portico era presente una vasta esedra semicircolare (successivamente trasformata in latrina) alla quale era collegata un’aula destinata al culto del dio Mitra. Abbandonato nel V secolo d.C. il complesso venne utilizzato per qualche tempo come discarica urbana. A partire dall’VIII secolo è documentato l’inizio di un insediamento stabile (connesso alla chiesa di Santa Maria Domine Rose) che culminerà nel IX secolo nella formazione del fortilizio del Castrum Aureum e nel XVI secolo nella costruzione dei palazzi della famiglia Mattei. Nell’area è attualmente ospitata una delle sedi del Museo Nazionale Romano dedicata alle trasformazioni della città tra l’età tardoantica e l’età medievale.

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Aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:45. Chiuso il lunedì (eccetto lunedì in Albis e durante la settimana della cultura), 1 gennaio, 25 dicembre.

La biglietteria chiude alle 19:00.

41.894386,12.4775,17

Il complesso archeologico, eretto tra il 19 e il 13 a.C. dal proconsole d'Africa Lucio Cornelio Balbo al ritorno dalle sue vittoriose campagne in Libia, occupava un’area del Campo Marzio compresa tra via delle Botteghe Oscure, piazza Paganica, via dei Funari e via dei Polacchi. Del teatro rimangono resti della facciata in travertino della cavea nel cortile di palazzo Mattei Paganica e dei muri radiali di sostegno nelle cantine dei palazzi circostanti. Meglio conservate e leggibili, dopo i recenti scavi, le strutture della Crypta antistante il teatro. L’edificio era costituito da un portico a tre braccia (corridoio interno m 10.65) che delimitavano uno spazio aperto ampio oltre 60 metri all’interno del quale era collocato un monumento (forse un tempio del dio Vulcano). Sul lato est del portico era presente una vasta esedra semicircolare (successivamente trasformata in latrina) alla quale era collegata un’aula destinata al culto del dio Mitra. Abbandonato nel V secolo d.C. il complesso venne utilizzato per qualche tempo come discarica urbana. A partire dall’VIII secolo è documentato l’inizio di un insediamento stabile (connesso alla chiesa di Santa Maria Domine Rose) che culminerà nel IX secolo nella formazione del fortilizio del Castrum Aureum e nel XVI secolo nella costruzione dei palazzi della famiglia Mattei. Nell’area è attualmente ospitata una delle sedi del Museo Nazionale Romano dedicata alle trasformazioni della città tra l’età tardoantica e l’età medievale.

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Aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:45. Chiuso il lunedì (eccetto lunedì in Albis e durante la settimana della cultura), 1 gennaio, 25 dicembre.

La biglietteria chiude alle 19:00.

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