Tempio di Apollo Sosiano

Via del Foro Piscario, 32 Roma

Già nel VI secolo a.C. esisteva nei prata Flaminia (in seguito Circo Flaminio) un’area di culto dedicata ad Apollo. Nello stesso luogo, nel 433 a.C., a seguito di una pestilenza, venne votato un tempio ad Apollo medicus. L’edificio fu soggetto in età repubblicana a vari interventi di restauro che ne mantennero invariata la pianta con quattro colonne sulla fronte. Una completa ristrutturazione si ebbe intorno al 30 a.C. da parte del console Gaio Sosio per conto di Augusto (23 a.C.-14 d.C.). Altri limitati restauri si ebbero nel IV e nel V secolo d.C. In epoca successiva il tempio cadde in rovina e l’area venne progressivamente occupata da costruzioni medievali. Negli anni ’30 del secolo scorso i lavori per l’isolamento del teatro di Marcello portarono alla scoperta del monumento e alla parziale ricostruzione dell’alzato. Il tempio di età augustea presentava un pronao con sei colonne sulla fronte e due di lato e la cella decorata con sette semicolonne. All'interno le pareti della cella erano decorate da un doppio ordine di colonne e da edicole con fusti in marmi colorati poste tra le colonne dell’ordine inferiore. L’accesso al pronao avveniva per mezzo di due scalette laterali. Il frontone, attualmente ricomposto nella sede della Centrale Montemartini dei Musei Capitolini, era decorato con sculture asportate da un tempio greco classico (450-425 a.C.) raffiguranti la lotta dei Greci contro le Amazzoni.

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Già nel VI secolo a.C. esisteva nei prata Flaminia (in seguito Circo Flaminio) un’area di culto dedicata ad Apollo. Nello stesso luogo, nel 433 a.C., a seguito di una pestilenza, venne votato un tempio ad Apollo medicus. L’edificio fu soggetto in età repubblicana a vari interventi di restauro che ne mantennero invariata la pianta con quattro colonne sulla fronte. Una completa ristrutturazione si ebbe intorno al 30 a.C. da parte del console Gaio Sosio per conto di Augusto (23 a.C.-14 d.C.). Altri limitati restauri si ebbero nel IV e nel V secolo d.C. In epoca successiva il tempio cadde in rovina e l’area venne progressivamente occupata da costruzioni medievali. Negli anni ’30 del secolo scorso i lavori per l’isolamento del teatro di Marcello portarono alla scoperta del monumento e alla parziale ricostruzione dell’alzato. Il tempio di età augustea presentava un pronao con sei colonne sulla fronte e due di lato e la cella decorata con sette semicolonne. All'interno le pareti della cella erano decorate da un doppio ordine di colonne e da edicole con fusti in marmi colorati poste tra le colonne dell’ordine inferiore. L’accesso al pronao avveniva per mezzo di due scalette laterali. Il frontone, attualmente ricomposto nella sede della Centrale Montemartini dei Musei Capitolini, era decorato con sculture asportate da un tempio greco classico (450-425 a.C.) raffiguranti la lotta dei Greci contro le Amazzoni.

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Già nel VI secolo a.C. esisteva nei prata Flaminia (in seguito Circo Flaminio) un’area di culto dedicata ad Apollo. Nello stesso luogo, nel 433 a.C., a seguito di una pestilenza, venne votato un tempio ad Apollo medicus. L’edificio fu soggetto in età repubblicana a vari interventi di restauro che ne mantennero invariata la pianta con quattro colonne sulla fronte. Una completa ristrutturazione si ebbe intorno al 30 a.C. da parte del console Gaio Sosio per conto di Augusto (23 a.C.-14 d.C.). Altri limitati restauri si ebbero nel IV e nel V secolo d.C. In epoca successiva il tempio cadde in rovina e l’area venne progressivamente occupata da costruzioni medievali. Negli anni ’30 del secolo scorso i lavori per l’isolamento del teatro di Marcello portarono alla scoperta del monumento e alla parziale ricostruzione dell’alzato. Il tempio di età augustea presentava un pronao con sei colonne sulla fronte e due di lato e la cella decorata con sette semicolonne. All'interno le pareti della cella erano decorate da un doppio ordine di colonne e da edicole con fusti in marmi colorati poste tra le colonne dell’ordine inferiore. L’accesso al pronao avveniva per mezzo di due scalette laterali. Il frontone, attualmente ricomposto nella sede della Centrale Montemartini dei Musei Capitolini, era decorato con sculture asportate da un tempio greco classico (450-425 a.C.) raffiguranti la lotta dei Greci contro le Amazzoni.

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