Terme Acque Albule - Tivoli

Via Tiburtina Valeria, km 22,700 Tivoli Terme (RM)

Le sorgenti carbonico-solfuree delle Acque Albule, conservano il loro nome che hanno sin dall’antichità. Le troviamo menzionate in tantissimi scrittori latini, erano infatti conosciute per le loro virtù terapeutiche. Tanta era la loro fama che alcuni imperatori le fecero confluire nelle loro abitazioni: Nerone attraverso l’acquedotto Marcio le portò fino a Roma nella Domus Aurea, Adriano le utilizzò per alimentare le piscine dell’immensa Villa Adriana. Anche Augusto, affascinato dai benefici di queste miracolose acque, fece costruire dal suo fedele amico architetto M. Vipsanio Agrippa un grande edificio termale di cui ancora oggi si possono vedere i resti.

Dopo un periodo di grande splendore le terme furono dimenticate e caddero in rovina, solo nel Rinascimento tornarono ad essere meta di grande interesse. Il Cardinale Ippolito d’Este costruì la sua nota Villa d’Este in quest’area perché, essendo cagionevole di salute, gli fu consigliato dal suo medico di rimanere vicino alle sorgenti per godere degli effetti curativi.

Oggi l’area attorno le acque solfuree ospita una struttura termale, due alberghi, e una clinica della salute.

Le sorgenti carbonico-solfuree delle Acque Albule, conservano il loro nome che hanno sin dall’antichità. Le troviamo menzionate in tantissimi scrittori latini, erano infatti conosciute per le loro virtù terapeutiche. Tanta era la loro fama che alcuni imperatori le fecero confluire nelle loro abitazioni: Nerone attraverso l’acquedotto Marcio le portò fino a Roma nella Domus Aurea, Adriano le utilizzò per alimentare le piscine dell’immensa Villa Adriana. Anche Augusto, affascinato dai benefici di queste miracolose acque, fece costruire dal suo fedele amico architetto M. Vipsanio Agrippa un grande edificio termale di cui ancora oggi si possono vedere i resti.

Dopo un periodo di grande splendore le terme furono dimenticate e caddero in rovina, solo nel Rinascimento tornarono ad essere meta di grande interesse. Il Cardinale Ippolito d’Este costruì la sua nota Villa d’Este in quest’area perché, essendo cagionevole di salute, gli fu consigliato dal suo medico di rimanere vicino alle sorgenti per godere degli effetti curativi.

Oggi l’area attorno le acque solfuree ospita una struttura termale, due alberghi, e una clinica della salute.

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Le sorgenti carbonico-solfuree delle Acque Albule, conservano il loro nome che hanno sin dall’antichità. Le troviamo menzionate in tantissimi scrittori latini, erano infatti conosciute per le loro virtù terapeutiche. Tanta era la loro fama che alcuni imperatori le fecero confluire nelle loro abitazioni: Nerone attraverso l’acquedotto Marcio le portò fino a Roma nella Domus Aurea, Adriano le utilizzò per alimentare le piscine dell’immensa Villa Adriana. Anche Augusto, affascinato dai benefici di queste miracolose acque, fece costruire dal suo fedele amico architetto M. Vipsanio Agrippa un grande edificio termale di cui ancora oggi si possono vedere i resti.

Dopo un periodo di grande splendore le terme furono dimenticate e caddero in rovina, solo nel Rinascimento tornarono ad essere meta di grande interesse. Il Cardinale Ippolito d’Este costruì la sua nota Villa d’Este in quest’area perché, essendo cagionevole di salute, gli fu consigliato dal suo medico di rimanere vicino alle sorgenti per godere degli effetti curativi.

Oggi l’area attorno le acque solfuree ospita una struttura termale, due alberghi, e una clinica della salute.

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