Terme di Agrippa

Via dell’Arco della Ciambella, Roma

Il più antico edificio termale di Roma a carattere pubblico fu costruito per volontà di Marco Vispanio Agrippa, genero di Augusto, e inaugurato nel 12 a.C. Ubicato tra il complesso noto come Saepta Iulia ad est e lo Stagnum Agrippae ad ovest (un lago artificiale alimentato dall’Aqua Virgo), apparteneva al progetto complessivo di monumentalizzazione di questo settore del Campo Marzio che includeva anche la realizzazione del Pantheon.Dal punto di vista architettonico le terme di Agrippa segnano il passaggio dai balnea con impianto di tipo privato a quelli più complessi a carattere pubblico, il cui esempio emblematico e grandioso sono le più tarde terme di Caracalla. Le Terme di Agrippa, prive della piscina (Natatio) utilizzavano allo scopo il vicino lago artificiale dello Stagnum Agrippae. La bellezza dell’arredo del monumento ci viene descritta da Plinio, che ricorda la presenza di opere d’arte tra le quali, la celebre statua dell’Apoxiomenos di Lisippo (atleta che si deterge il sudore), e di un leone, opera dello stesso scultore greco. Alla morte di Agrippa le terme divennero di proprietà del popolo romano. Dopo l’incendio dell’80 d.C. vennero ricostruite e variamente restaurate nel corso dei secoli, fino ad arrivare all’ultima attestazione della loro funzionalità ancora nel V sec. d.C. L’edificio sorgeva tra le attuali piazza di Santa Chiara a nord, via dei Cestari ad est, via di Torre Argentina ad ovest e Largo di Torre Argentina a sud. I resti più monumentali sono da riconoscere nei ruderi dell’ampia sala a pianta circolare, noti a partire dal XVI sec. come Arco della Ciambella, oggetto di numerose riproduzioni nella vedute e nella cartografia storica.

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Il più antico edificio termale di Roma a carattere pubblico fu costruito per volontà di Marco Vispanio Agrippa, genero di Augusto, e inaugurato nel 12 a.C. Ubicato tra il complesso noto come Saepta Iulia ad est e lo Stagnum Agrippae ad ovest (un lago artificiale alimentato dall’Aqua Virgo), apparteneva al progetto complessivo di monumentalizzazione di questo settore del Campo Marzio che includeva anche la realizzazione del Pantheon.Dal punto di vista architettonico le terme di Agrippa segnano il passaggio dai balnea con impianto di tipo privato a quelli più complessi a carattere pubblico, il cui esempio emblematico e grandioso sono le più tarde terme di Caracalla. Le Terme di Agrippa, prive della piscina (Natatio) utilizzavano allo scopo il vicino lago artificiale dello Stagnum Agrippae. La bellezza dell’arredo del monumento ci viene descritta da Plinio, che ricorda la presenza di opere d’arte tra le quali, la celebre statua dell’Apoxiomenos di Lisippo (atleta che si deterge il sudore), e di un leone, opera dello stesso scultore greco. Alla morte di Agrippa le terme divennero di proprietà del popolo romano. Dopo l’incendio dell’80 d.C. vennero ricostruite e variamente restaurate nel corso dei secoli, fino ad arrivare all’ultima attestazione della loro funzionalità ancora nel V sec. d.C. L’edificio sorgeva tra le attuali piazza di Santa Chiara a nord, via dei Cestari ad est, via di Torre Argentina ad ovest e Largo di Torre Argentina a sud. I resti più monumentali sono da riconoscere nei ruderi dell’ampia sala a pianta circolare, noti a partire dal XVI sec. come Arco della Ciambella, oggetto di numerose riproduzioni nella vedute e nella cartografia storica.

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Il più antico edificio termale di Roma a carattere pubblico fu costruito per volontà di Marco Vispanio Agrippa, genero di Augusto, e inaugurato nel 12 a.C. Ubicato tra il complesso noto come Saepta Iulia ad est e lo Stagnum Agrippae ad ovest (un lago artificiale alimentato dall’Aqua Virgo), apparteneva al progetto complessivo di monumentalizzazione di questo settore del Campo Marzio che includeva anche la realizzazione del Pantheon.Dal punto di vista architettonico le terme di Agrippa segnano il passaggio dai balnea con impianto di tipo privato a quelli più complessi a carattere pubblico, il cui esempio emblematico e grandioso sono le più tarde terme di Caracalla. Le Terme di Agrippa, prive della piscina (Natatio) utilizzavano allo scopo il vicino lago artificiale dello Stagnum Agrippae. La bellezza dell’arredo del monumento ci viene descritta da Plinio, che ricorda la presenza di opere d’arte tra le quali, la celebre statua dell’Apoxiomenos di Lisippo (atleta che si deterge il sudore), e di un leone, opera dello stesso scultore greco. Alla morte di Agrippa le terme divennero di proprietà del popolo romano. Dopo l’incendio dell’80 d.C. vennero ricostruite e variamente restaurate nel corso dei secoli, fino ad arrivare all’ultima attestazione della loro funzionalità ancora nel V sec. d.C. L’edificio sorgeva tra le attuali piazza di Santa Chiara a nord, via dei Cestari ad est, via di Torre Argentina ad ovest e Largo di Torre Argentina a sud. I resti più monumentali sono da riconoscere nei ruderi dell’ampia sala a pianta circolare, noti a partire dal XVI sec. come Arco della Ciambella, oggetto di numerose riproduzioni nella vedute e nella cartografia storica.

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