Tomba Cardarelli - Tarquinia

Strada provinciale Monterozzi Marina 01016 Tarquinia

La Tomba Cardarelli, scoperta nel 1959 e dedicata al poeta tarquiniese scomparso in quell’anno, è una camera unica con soffitto a doppio spiovente, la cui decorazione dipinta è integra anche se la tonalità dei colori risulta sbiadita in alcuni dettagli; viene datata intorno al 510 a. C.. Sul soffitto il solo trave di colmo è dipinto con il motivo dei cosiddetti rosoni. Sulla parete di ingresso, ai lati della porta, sono raffigurati due uomini nudi, barbati, in una posa, forse un movimento di danza, che ne accentua il ventre; al centro del timpano, sono conservati due uccelli e due pantere maculate con la testa nera vista frontalmente. Al centro della parete di fondo campeggia una finta porta a due battenti con borchie chiare e cornice rossa: ai lati sono adagiati un cratere a volute ed un’anfora; un suonatore di cetra e un flautista con corona di foglie completano la scena. Lungo le pareti laterali sono fissati altri momenti legati alla celebrazione del banchetto; ciascuno dei nove personaggi raffigurati attira l’attenzione per l’abbigliamento e gli oggetti che ha con sé. Si tratta di “fotografie” che riproducono il simposio. La scelta della committenza, tuttavia, è ricaduta non sul momento del pasto, quanto su quello del komos, ossia quello della danza e della musica. Il dettaglio costituito dalle corone di foglie sulla testa di alcuni personaggi sottintendono la sfera dionisiaca in cui si sta svolgendo l’azione. Le immagini sono eseguite con abilità e fanno risaltare l’alto livello del pittore, in grado, per esempio, di riprodurre le trasparenze della veste di una danzatrice sulla parete sinistra.

La Tomba Cardarelli, scoperta nel 1959 e dedicata al poeta tarquiniese scomparso in quell’anno, è una camera unica con soffitto a doppio spiovente, la cui decorazione dipinta è integra anche se la tonalità dei colori risulta sbiadita in alcuni dettagli; viene datata intorno al 510 a. C.. Sul soffitto il solo trave di colmo è dipinto con il motivo dei cosiddetti rosoni. Sulla parete di ingresso, ai lati della porta, sono raffigurati due uomini nudi, barbati, in una posa, forse un movimento di danza, che ne accentua il ventre; al centro del timpano, sono conservati due uccelli e due pantere maculate con la testa nera vista frontalmente. Al centro della parete di fondo campeggia una finta porta a due battenti con borchie chiare e cornice rossa: ai lati sono adagiati un cratere a volute ed un’anfora; un suonatore di cetra e un flautista con corona di foglie completano la scena. Lungo le pareti laterali sono fissati altri momenti legati alla celebrazione del banchetto; ciascuno dei nove personaggi raffigurati attira l’attenzione per l’abbigliamento e gli oggetti che ha con sé. Si tratta di “fotografie” che riproducono il simposio. La scelta della committenza, tuttavia, è ricaduta non sul momento del pasto, quanto su quello del komos, ossia quello della danza e della musica. Il dettaglio costituito dalle corone di foglie sulla testa di alcuni personaggi sottintendono la sfera dionisiaca in cui si sta svolgendo l’azione. Le immagini sono eseguite con abilità e fanno risaltare l’alto livello del pittore, in grado, per esempio, di riprodurre le trasparenze della veste di una danzatrice sulla parete sinistra.

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La Tomba Cardarelli, scoperta nel 1959 e dedicata al poeta tarquiniese scomparso in quell’anno, è una camera unica con soffitto a doppio spiovente, la cui decorazione dipinta è integra anche se la tonalità dei colori risulta sbiadita in alcuni dettagli; viene datata intorno al 510 a. C.. Sul soffitto il solo trave di colmo è dipinto con il motivo dei cosiddetti rosoni. Sulla parete di ingresso, ai lati della porta, sono raffigurati due uomini nudi, barbati, in una posa, forse un movimento di danza, che ne accentua il ventre; al centro del timpano, sono conservati due uccelli e due pantere maculate con la testa nera vista frontalmente. Al centro della parete di fondo campeggia una finta porta a due battenti con borchie chiare e cornice rossa: ai lati sono adagiati un cratere a volute ed un’anfora; un suonatore di cetra e un flautista con corona di foglie completano la scena. Lungo le pareti laterali sono fissati altri momenti legati alla celebrazione del banchetto; ciascuno dei nove personaggi raffigurati attira l’attenzione per l’abbigliamento e gli oggetti che ha con sé. Si tratta di “fotografie” che riproducono il simposio. La scelta della committenza, tuttavia, è ricaduta non sul momento del pasto, quanto su quello del komos, ossia quello della danza e della musica. Il dettaglio costituito dalle corone di foglie sulla testa di alcuni personaggi sottintendono la sfera dionisiaca in cui si sta svolgendo l’azione. Le immagini sono eseguite con abilità e fanno risaltare l’alto livello del pittore, in grado, per esempio, di riprodurre le trasparenze della veste di una danzatrice sulla parete sinistra.

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