Tomba dei Leopardi - Tarquinia

Strada provinciale Monterozzi Marina 01016 Tarquinia

La Tomba dei Leopardi, datata intorno al 480 a. C., è stata scoperta nel 1875 nella necropoli di Monterozzi – Calvario: è a camera unica con soffitto a doppio spiovente; le pitture sono conservate soltanto nella parte posteriore. Il nome della tomba deriva dai due di felini raffigurati nel timpano della parete di fondo; il soffitto è decorato con un motivo a scacchi, piuttosto diffuso in ambiente tarquiniese. I resti della decorazione sono inerenti ad una scena di simposio: sulla parete di fondo, serviti da due giovani nudi che impugnano una brocca denominata olpe e portano una corona di foglie in testa, quattro uomini e due donne sono distesi, a coppie, su tre klinai: gli uomini sono a torso nudo, mentre le due donne indossano dei chitoni chiari; ricche le stoffe delle vesti e delle coperte. La parete destra è popolata da due suonatori, riccamente abbigliati, e da due danzatori, mentre un altro personaggio sembra dirigersi verso la parete di fondo, per unirsi al banchetto. Lungo la parete sinistra si snoda un corteo di sei servi: quattro di essi portano degli oggetti (un alabastron, una pisside, una kylix, una oinochoe). Gli altri due servitori sono intenti a suonare una cetra ed un flauto. Dal punto di vista tecnico e stilistico, la cura dei dettagli e la ricca tavolozza danno vivacità a figure spesso rigide e sproporzionate.

La Tomba dei Leopardi, datata intorno al 480 a. C., è stata scoperta nel 1875 nella necropoli di Monterozzi – Calvario: è a camera unica con soffitto a doppio spiovente; le pitture sono conservate soltanto nella parte posteriore. Il nome della tomba deriva dai due di felini raffigurati nel timpano della parete di fondo; il soffitto è decorato con un motivo a scacchi, piuttosto diffuso in ambiente tarquiniese. I resti della decorazione sono inerenti ad una scena di simposio: sulla parete di fondo, serviti da due giovani nudi che impugnano una brocca denominata olpe e portano una corona di foglie in testa, quattro uomini e due donne sono distesi, a coppie, su tre klinai: gli uomini sono a torso nudo, mentre le due donne indossano dei chitoni chiari; ricche le stoffe delle vesti e delle coperte. La parete destra è popolata da due suonatori, riccamente abbigliati, e da due danzatori, mentre un altro personaggio sembra dirigersi verso la parete di fondo, per unirsi al banchetto. Lungo la parete sinistra si snoda un corteo di sei servi: quattro di essi portano degli oggetti (un alabastron, una pisside, una kylix, una oinochoe). Gli altri due servitori sono intenti a suonare una cetra ed un flauto. Dal punto di vista tecnico e stilistico, la cura dei dettagli e la ricca tavolozza danno vivacità a figure spesso rigide e sproporzionate.

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La Tomba dei Leopardi, datata intorno al 480 a. C., è stata scoperta nel 1875 nella necropoli di Monterozzi – Calvario: è a camera unica con soffitto a doppio spiovente; le pitture sono conservate soltanto nella parte posteriore. Il nome della tomba deriva dai due di felini raffigurati nel timpano della parete di fondo; il soffitto è decorato con un motivo a scacchi, piuttosto diffuso in ambiente tarquiniese. I resti della decorazione sono inerenti ad una scena di simposio: sulla parete di fondo, serviti da due giovani nudi che impugnano una brocca denominata olpe e portano una corona di foglie in testa, quattro uomini e due donne sono distesi, a coppie, su tre klinai: gli uomini sono a torso nudo, mentre le due donne indossano dei chitoni chiari; ricche le stoffe delle vesti e delle coperte. La parete destra è popolata da due suonatori, riccamente abbigliati, e da due danzatori, mentre un altro personaggio sembra dirigersi verso la parete di fondo, per unirsi al banchetto. Lungo la parete sinistra si snoda un corteo di sei servi: quattro di essi portano degli oggetti (un alabastron, una pisside, una kylix, una oinochoe). Gli altri due servitori sono intenti a suonare una cetra ed un flauto. Dal punto di vista tecnico e stilistico, la cura dei dettagli e la ricca tavolozza danno vivacità a figure spesso rigide e sproporzionate.

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