Tomba dell'Alcova - Cerveteri

Piazzale Mario Moretti, 00052 Cerveteri RM

Questo ipogeo, datato alla metà del IV secolo a. C., fa parte dell’importante nucleo monumentale delle Tombe del Comune. Il sepolcro apparteneva alla famiglia dei TARNA. All’esterno la tomba è caratterizzata da una facciata in parte scavata ed in parte costruita a blocchi. Un lungo dromos a gradini conduce in un’ampia camera rettangolare: sul soffitto è stato ricavato un columen piuttosto ampio al quale si appoggiano due travi degli spioventi. Lungo le pareti laterali sono appoggiate due banchine con sedici letti a due posti, divisi da cordoni a rilievo, con poggiatesta semicircolari: una soluzione frequente nelle grandi tombe gentilizie ceretane di età ellenistica. Al centro della parete di fondo è stato ricavato lo spazio per la cosiddetta Alcova, destinata ai coniugi committenti dell’ipogeo. Si tratta di un piccolo ambiente a cui si accede grazie a tre gradini; l’accesso è impreziosito da due colonne scanalate, mentre una seconda coppia di colonne, appoggiate alle banchine laterali, sostiene due grossi travi che, insieme al trave di colmo e ad una rete di travicelli minori, costituiscono la trama portante del soffitto. La parete di fondo di questo piccolo vano accoglie il grande letto a due posti.

Questo ipogeo, datato alla metà del IV secolo a. C., fa parte dell’importante nucleo monumentale delle Tombe del Comune. Il sepolcro apparteneva alla famiglia dei TARNA. All’esterno la tomba è caratterizzata da una facciata in parte scavata ed in parte costruita a blocchi. Un lungo dromos a gradini conduce in un’ampia camera rettangolare: sul soffitto è stato ricavato un columen piuttosto ampio al quale si appoggiano due travi degli spioventi. Lungo le pareti laterali sono appoggiate due banchine con sedici letti a due posti, divisi da cordoni a rilievo, con poggiatesta semicircolari: una soluzione frequente nelle grandi tombe gentilizie ceretane di età ellenistica. Al centro della parete di fondo è stato ricavato lo spazio per la cosiddetta Alcova, destinata ai coniugi committenti dell’ipogeo. Si tratta di un piccolo ambiente a cui si accede grazie a tre gradini; l’accesso è impreziosito da due colonne scanalate, mentre una seconda coppia di colonne, appoggiate alle banchine laterali, sostiene due grossi travi che, insieme al trave di colmo e ad una rete di travicelli minori, costituiscono la trama portante del soffitto. La parete di fondo di questo piccolo vano accoglie il grande letto a due posti.

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Questo ipogeo, datato alla metà del IV secolo a. C., fa parte dell’importante nucleo monumentale delle Tombe del Comune. Il sepolcro apparteneva alla famiglia dei TARNA. All’esterno la tomba è caratterizzata da una facciata in parte scavata ed in parte costruita a blocchi. Un lungo dromos a gradini conduce in un’ampia camera rettangolare: sul soffitto è stato ricavato un columen piuttosto ampio al quale si appoggiano due travi degli spioventi. Lungo le pareti laterali sono appoggiate due banchine con sedici letti a due posti, divisi da cordoni a rilievo, con poggiatesta semicircolari: una soluzione frequente nelle grandi tombe gentilizie ceretane di età ellenistica. Al centro della parete di fondo è stato ricavato lo spazio per la cosiddetta Alcova, destinata ai coniugi committenti dell’ipogeo. Si tratta di un piccolo ambiente a cui si accede grazie a tre gradini; l’accesso è impreziosito da due colonne scanalate, mentre una seconda coppia di colonne, appoggiate alle banchine laterali, sostiene due grossi travi che, insieme al trave di colmo e ad una rete di travicelli minori, costituiscono la trama portante del soffitto. La parete di fondo di questo piccolo vano accoglie il grande letto a due posti.

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