Tomba delle Cinque Sedie - Cerveteri

Scoperta nel 1866 e datata al terzo quarto del VII secolo a. C., la tomba è inserita in un tumulo rovinato dal passaggio della strada moderna che conduce verso il “Recinto” della Banditaccia. Il sepolcro è accessibile dopo aver percorso il dromos, lungo il quale si dispongono tre camere che si aprono rispettivamente ai lati ed in fondo al corridoio: le due celle laterali, a cielo aperto, comunicano con quella di fondo attraverso due piccoli ambienti di passaggio. Nella camera di sinistra sono scolpiti molti oggetti di arredo architettonico che, insieme ad altri reperti in essa rinvenuti, costituiscono degli interessanti elementi per interpretare alcuni aspetti della sfera religiosa etrusca. Oltre ad una cesta scanalata scolpita presso l’angolo destro della parete di fondo, si notano cinque sedili quadrangolari con poggiapiedi, scolpiti nel tufo ed allineati lungo la parete. Erano destinati ad accogliere cinque figurine in terracotta, alte circa 50 centimetri, interpretate come gli antenati che accolgono nell’oltretomba i discendenti titolari del sepolcro. Due di queste statuine sono conservate al British Museum di Londra, mentre una è ai Musei Capitolini di Roma; le altre due erano irrimediabilmente rovinate ai tempi del ritrovamento. Sedili e figurine erano poste di fonte a due “mensae” oggi non più visibili. Vi sono altri due elementi di arredo di questa stanza, oggi non più visibili ma documentati nel XIX secolo: si tratta di due troni con spalliera, destinati ad accogliere la coppia titolare del monumento. Di fronte, sulla parete d’ingresso, al lato della porta, un altare per le libagioni, una piccola mensa. La camera sepolcrale vera e propria, si apre in fondo al corridoio: di dimensioni maggiori rispetto agli ambienti laterali, questa stanza era destinata ad accogliere la coppia titolare del sepolcro.

Scoperta nel 1866 e datata al terzo quarto del VII secolo a. C., la tomba è inserita in un tumulo rovinato dal passaggio della strada moderna che conduce verso il “Recinto” della Banditaccia. Il sepolcro è accessibile dopo aver percorso il dromos, lungo il quale si dispongono tre camere che si aprono rispettivamente ai lati ed in fondo al corridoio: le due celle laterali, a cielo aperto, comunicano con quella di fondo attraverso due piccoli ambienti di passaggio. Nella camera di sinistra sono scolpiti molti oggetti di arredo architettonico che, insieme ad altri reperti in essa rinvenuti, costituiscono degli interessanti elementi per interpretare alcuni aspetti della sfera religiosa etrusca. Oltre ad una cesta scanalata scolpita presso l’angolo destro della parete di fondo, si notano cinque sedili quadrangolari con poggiapiedi, scolpiti nel tufo ed allineati lungo la parete. Erano destinati ad accogliere cinque figurine in terracotta, alte circa 50 centimetri, interpretate come gli antenati che accolgono nell’oltretomba i discendenti titolari del sepolcro. Due di queste statuine sono conservate al British Museum di Londra, mentre una è ai Musei Capitolini di Roma; le altre due erano irrimediabilmente rovinate ai tempi del ritrovamento. Sedili e figurine erano poste di fonte a due “mensae” oggi non più visibili. Vi sono altri due elementi di arredo di questa stanza, oggi non più visibili ma documentati nel XIX secolo: si tratta di due troni con spalliera, destinati ad accogliere la coppia titolare del monumento. Di fronte, sulla parete d’ingresso, al lato della porta, un altare per le libagioni, una piccola mensa. La camera sepolcrale vera e propria, si apre in fondo al corridoio: di dimensioni maggiori rispetto agli ambienti laterali, questa stanza era destinata ad accogliere la coppia titolare del sepolcro.

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Scoperta nel 1866 e datata al terzo quarto del VII secolo a. C., la tomba è inserita in un tumulo rovinato dal passaggio della strada moderna che conduce verso il “Recinto” della Banditaccia. Il sepolcro è accessibile dopo aver percorso il dromos, lungo il quale si dispongono tre camere che si aprono rispettivamente ai lati ed in fondo al corridoio: le due celle laterali, a cielo aperto, comunicano con quella di fondo attraverso due piccoli ambienti di passaggio. Nella camera di sinistra sono scolpiti molti oggetti di arredo architettonico che, insieme ad altri reperti in essa rinvenuti, costituiscono degli interessanti elementi per interpretare alcuni aspetti della sfera religiosa etrusca. Oltre ad una cesta scanalata scolpita presso l’angolo destro della parete di fondo, si notano cinque sedili quadrangolari con poggiapiedi, scolpiti nel tufo ed allineati lungo la parete. Erano destinati ad accogliere cinque figurine in terracotta, alte circa 50 centimetri, interpretate come gli antenati che accolgono nell’oltretomba i discendenti titolari del sepolcro. Due di queste statuine sono conservate al British Museum di Londra, mentre una è ai Musei Capitolini di Roma; le altre due erano irrimediabilmente rovinate ai tempi del ritrovamento. Sedili e figurine erano poste di fonte a due “mensae” oggi non più visibili. Vi sono altri due elementi di arredo di questa stanza, oggi non più visibili ma documentati nel XIX secolo: si tratta di due troni con spalliera, destinati ad accogliere la coppia titolare del monumento. Di fronte, sulla parete d’ingresso, al lato della porta, un altare per le libagioni, una piccola mensa. La camera sepolcrale vera e propria, si apre in fondo al corridoio: di dimensioni maggiori rispetto agli ambienti laterali, questa stanza era destinata ad accogliere la coppia titolare del sepolcro.

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