Tomba Francois - Vulci

01014 Montalto di Castro VT

Si tratta della tomba della famiglia etrusca dei Saties di Vulci, un grandioso sepolcro ipogeo scavato nella roccia.
Il complesso è articolato in sette camere funerarie disposte intorno all’atrio e al tablin, che costituiscono un unico grande vano centrale a forma di “T” rovesciata. La parte più sorprendente della tomba è la ricca decorazione ad affresco, che fu asportata nel 1863 per decisione del Principe Torliona, proprietario del terreno in cui fu rinvenuta la tomba.
Gli affreschi sono tutt'oggi conservati a Villa Albani.

Secondo un'antica tradizione, parte della decorazione si identificherebbe con la figura leggendaria del sesto Re di Roma, Servio Tullio (Mastarna), alleato di Celio Vibenna (o Vivenna), entrambi condottieri etruschi impegnati in spedizioni di conquista in Etruria.

Sul tablino della parete destra della camera di ingresso c'era la scena più interessante (vedi foto): Celio Vibenna (Caile Vìpinas) viene liberato da Mastarna (ovvero il re di Roma Servio Tullio). Continuando a leggere l'affresco, verso destra si trova Larth Ultes che infligge un colpo di spada a Laris Papathnas Velznach, mentre Pesna Arcmsnas Sveamach cade sotto l'attacco di Rasce. Infine, Venthikau (in etrusco Venthi Cau) subisce la medesima sorte ad opera di Aulo Vibenna.

Sul tablino della parete sinistra della camera di ingresso c'era l'affresco rappresentante il cruento sacrificio dei prigionieri troiani fatto da Achille in onore a Patroclo (ucciso da Ettore). Oltre a questi affreschi, se ne trovarono altri tratti dalla mitologia greca, come la lotta all'ultimo sangue dei due fratelli Eteocle e Polinice, ai lati dell’accesso al tablino, mentre, sulla parete di fondo destra dell'atrio, troviamo Vel Saties, fondatore della tomba, vestito con una sontuosa tunica dai colori scuri e orlata di figure ricamate, con accanto il giovane Arnza, che tiene tra le mani un volatile legato ad una corda.

Si tratta della tomba della famiglia etrusca dei Saties di Vulci, un grandioso sepolcro ipogeo scavato nella roccia.
Il complesso è articolato in sette camere funerarie disposte intorno all’atrio e al tablin, che costituiscono un unico grande vano centrale a forma di “T” rovesciata. La parte più sorprendente della tomba è la ricca decorazione ad affresco, che fu asportata nel 1863 per decisione del Principe Torliona, proprietario del terreno in cui fu rinvenuta la tomba.
Gli affreschi sono tutt'oggi conservati a Villa Albani.

Secondo un'antica tradizione, parte della decorazione si identificherebbe con la figura leggendaria del sesto Re di Roma, Servio Tullio (Mastarna), alleato di Celio Vibenna (o Vivenna), entrambi condottieri etruschi impegnati in spedizioni di conquista in Etruria.

Sul tablino della parete destra della camera di ingresso c'era la scena più interessante (vedi foto): Celio Vibenna (Caile Vìpinas) viene liberato da Mastarna (ovvero il re di Roma Servio Tullio). Continuando a leggere l'affresco, verso destra si trova Larth Ultes che infligge un colpo di spada a Laris Papathnas Velznach, mentre Pesna Arcmsnas Sveamach cade sotto l'attacco di Rasce. Infine, Venthikau (in etrusco Venthi Cau) subisce la medesima sorte ad opera di Aulo Vibenna.

Sul tablino della parete sinistra della camera di ingresso c'era l'affresco rappresentante il cruento sacrificio dei prigionieri troiani fatto da Achille in onore a Patroclo (ucciso da Ettore). Oltre a questi affreschi, se ne trovarono altri tratti dalla mitologia greca, come la lotta all'ultimo sangue dei due fratelli Eteocle e Polinice, ai lati dell’accesso al tablino, mentre, sulla parete di fondo destra dell'atrio, troviamo Vel Saties, fondatore della tomba, vestito con una sontuosa tunica dai colori scuri e orlata di figure ricamate, con accanto il giovane Arnza, che tiene tra le mani un volatile legato ad una corda.

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Si tratta della tomba della famiglia etrusca dei Saties di Vulci, un grandioso sepolcro ipogeo scavato nella roccia.
Il complesso è articolato in sette camere funerarie disposte intorno all’atrio e al tablin, che costituiscono un unico grande vano centrale a forma di “T” rovesciata. La parte più sorprendente della tomba è la ricca decorazione ad affresco, che fu asportata nel 1863 per decisione del Principe Torliona, proprietario del terreno in cui fu rinvenuta la tomba.
Gli affreschi sono tutt'oggi conservati a Villa Albani.

Secondo un'antica tradizione, parte della decorazione si identificherebbe con la figura leggendaria del sesto Re di Roma, Servio Tullio (Mastarna), alleato di Celio Vibenna (o Vivenna), entrambi condottieri etruschi impegnati in spedizioni di conquista in Etruria.

Sul tablino della parete destra della camera di ingresso c'era la scena più interessante (vedi foto): Celio Vibenna (Caile Vìpinas) viene liberato da Mastarna (ovvero il re di Roma Servio Tullio). Continuando a leggere l'affresco, verso destra si trova Larth Ultes che infligge un colpo di spada a Laris Papathnas Velznach, mentre Pesna Arcmsnas Sveamach cade sotto l'attacco di Rasce. Infine, Venthikau (in etrusco Venthi Cau) subisce la medesima sorte ad opera di Aulo Vibenna.

Sul tablino della parete sinistra della camera di ingresso c'era l'affresco rappresentante il cruento sacrificio dei prigionieri troiani fatto da Achille in onore a Patroclo (ucciso da Ettore). Oltre a questi affreschi, se ne trovarono altri tratti dalla mitologia greca, come la lotta all'ultimo sangue dei due fratelli Eteocle e Polinice, ai lati dell’accesso al tablino, mentre, sulla parete di fondo destra dell'atrio, troviamo Vel Saties, fondatore della tomba, vestito con una sontuosa tunica dai colori scuri e orlata di figure ricamate, con accanto il giovane Arnza, che tiene tra le mani un volatile legato ad una corda.

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