Torre dei Caetani

Sull'Isola Tiberina, sulla testa dell'antico Ponte Fabricio, si erge la Torre Caetani, edificio medievale menzionato nelle fonti per la prima volta nel 1192 come proprietà dei Pierleoni, una famiglia ebrea insediatasi nel rione Ripa già nell'XI secolo. La torre, annessa ad un fortilizio, fu acquisita dai Caetani intorno al 1300: questi operarono ingenti lavori di trasformazione e consolidamento del monumento e lo collegarono alla Basilica di San Bartolomeo. I Caetani dovettero abbandonare l'edificio nella prima metà del XVI secolo, a causa delle inondazioni del Tevere. Nel 1638 quanto rimaneva del complesso fu venduto a Marcantonio Palma che lo trasformò in convento; venne poi acquisito dallo Stato nel 1870 e adattato ad ospizio per Giudei. L’edificio presenta una cortina di laterizi a vista; dalla parte del Tevere è visibile il basamento a scarpata, con fondazione a scaglie marmoree. I fianchi mostrano i tre ordini di finestre antiche, conservanti in parte le mostre marmoree. Il coronamento è a mensole di marmo, con tetto a quattro spioventi. Nella muratura è inserita una mensola di reimpiego di età romana e, presso l'angolo che guarda il ponte, un frammento di ritratto del tardo impero, una piccola testa marmorea raffigurante una giovane donna, oggi scarsamente riconoscibile, che ha valso alla torre l’appellativo di "Torre della Pulzella".

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Sull'Isola Tiberina, sulla testa dell'antico Ponte Fabricio, si erge la Torre Caetani, edificio medievale menzionato nelle fonti per la prima volta nel 1192 come proprietà dei Pierleoni, una famiglia ebrea insediatasi nel rione Ripa già nell'XI secolo. La torre, annessa ad un fortilizio, fu acquisita dai Caetani intorno al 1300: questi operarono ingenti lavori di trasformazione e consolidamento del monumento e lo collegarono alla Basilica di San Bartolomeo. I Caetani dovettero abbandonare l'edificio nella prima metà del XVI secolo, a causa delle inondazioni del Tevere. Nel 1638 quanto rimaneva del complesso fu venduto a Marcantonio Palma che lo trasformò in convento; venne poi acquisito dallo Stato nel 1870 e adattato ad ospizio per Giudei. L’edificio presenta una cortina di laterizi a vista; dalla parte del Tevere è visibile il basamento a scarpata, con fondazione a scaglie marmoree. I fianchi mostrano i tre ordini di finestre antiche, conservanti in parte le mostre marmoree. Il coronamento è a mensole di marmo, con tetto a quattro spioventi. Nella muratura è inserita una mensola di reimpiego di età romana e, presso l'angolo che guarda il ponte, un frammento di ritratto del tardo impero, una piccola testa marmorea raffigurante una giovane donna, oggi scarsamente riconoscibile, che ha valso alla torre l’appellativo di "Torre della Pulzella".

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Sull'Isola Tiberina, sulla testa dell'antico Ponte Fabricio, si erge la Torre Caetani, edificio medievale menzionato nelle fonti per la prima volta nel 1192 come proprietà dei Pierleoni, una famiglia ebrea insediatasi nel rione Ripa già nell'XI secolo. La torre, annessa ad un fortilizio, fu acquisita dai Caetani intorno al 1300: questi operarono ingenti lavori di trasformazione e consolidamento del monumento e lo collegarono alla Basilica di San Bartolomeo. I Caetani dovettero abbandonare l'edificio nella prima metà del XVI secolo, a causa delle inondazioni del Tevere. Nel 1638 quanto rimaneva del complesso fu venduto a Marcantonio Palma che lo trasformò in convento; venne poi acquisito dallo Stato nel 1870 e adattato ad ospizio per Giudei. L’edificio presenta una cortina di laterizi a vista; dalla parte del Tevere è visibile il basamento a scarpata, con fondazione a scaglie marmoree. I fianchi mostrano i tre ordini di finestre antiche, conservanti in parte le mostre marmoree. Il coronamento è a mensole di marmo, con tetto a quattro spioventi. Nella muratura è inserita una mensola di reimpiego di età romana e, presso l'angolo che guarda il ponte, un frammento di ritratto del tardo impero, una piccola testa marmorea raffigurante una giovane donna, oggi scarsamente riconoscibile, che ha valso alla torre l’appellativo di "Torre della Pulzella".

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