Torre Scapucci o della Scimmia

Via dei Pianellari, 31 Roma

Il cinquecentesco palazzo Scapucci ingloba una torre probabilmente d'origine medievale, sebbene la struttura attualmente visibile sia quattrocentesca. Forse inizialmente di proprietà dei Frangipane, la torre fu poi dei Crescenzi, della Confraternita del Gonfalone e della Congregazione di Carità ed infine, dal XVI al XVII secolo, degli Scapucci, che operarono interventi di rifacimento sul palazzo e i suoi annessi, su progetto di Giovanni Fontana. La muratura della torre è in cortina di laterizi a vista, agli angoli sono invece impiegati blocchetti di tufo. L'edificio si eleva per quattro piani e mostra i fianchi animati da quattro finestre, talune di fattura recente. Sotto le finestre dell'ultimo piano corre una cornice marcapiano di travertino; alla sommità è presente un coronamento di beccatelli, anch'essi di travertino, poggianti su archetti, a sostenere il parapetto in laterizi della terrazza, di restauro. La torre è detta della Scimmia per una leggenda popolare di un bambino portato via da una scimmia, ma poi fortunosamente recuperato dal padre, riportata anche dallo scrittore americano Nathaniel Hawthorne nei suoi appunti di viaggio del 1885, già nota all’incisore e architetto Giuseppe Vasi nel 1786.

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Il cinquecentesco palazzo Scapucci ingloba una torre probabilmente d'origine medievale, sebbene la struttura attualmente visibile sia quattrocentesca. Forse inizialmente di proprietà dei Frangipane, la torre fu poi dei Crescenzi, della Confraternita del Gonfalone e della Congregazione di Carità ed infine, dal XVI al XVII secolo, degli Scapucci, che operarono interventi di rifacimento sul palazzo e i suoi annessi, su progetto di Giovanni Fontana. La muratura della torre è in cortina di laterizi a vista, agli angoli sono invece impiegati blocchetti di tufo. L'edificio si eleva per quattro piani e mostra i fianchi animati da quattro finestre, talune di fattura recente. Sotto le finestre dell'ultimo piano corre una cornice marcapiano di travertino; alla sommità è presente un coronamento di beccatelli, anch'essi di travertino, poggianti su archetti, a sostenere il parapetto in laterizi della terrazza, di restauro. La torre è detta della Scimmia per una leggenda popolare di un bambino portato via da una scimmia, ma poi fortunosamente recuperato dal padre, riportata anche dallo scrittore americano Nathaniel Hawthorne nei suoi appunti di viaggio del 1885, già nota all’incisore e architetto Giuseppe Vasi nel 1786.

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Il cinquecentesco palazzo Scapucci ingloba una torre probabilmente d'origine medievale, sebbene la struttura attualmente visibile sia quattrocentesca. Forse inizialmente di proprietà dei Frangipane, la torre fu poi dei Crescenzi, della Confraternita del Gonfalone e della Congregazione di Carità ed infine, dal XVI al XVII secolo, degli Scapucci, che operarono interventi di rifacimento sul palazzo e i suoi annessi, su progetto di Giovanni Fontana. La muratura della torre è in cortina di laterizi a vista, agli angoli sono invece impiegati blocchetti di tufo. L'edificio si eleva per quattro piani e mostra i fianchi animati da quattro finestre, talune di fattura recente. Sotto le finestre dell'ultimo piano corre una cornice marcapiano di travertino; alla sommità è presente un coronamento di beccatelli, anch'essi di travertino, poggianti su archetti, a sostenere il parapetto in laterizi della terrazza, di restauro. La torre è detta della Scimmia per una leggenda popolare di un bambino portato via da una scimmia, ma poi fortunosamente recuperato dal padre, riportata anche dallo scrittore americano Nathaniel Hawthorne nei suoi appunti di viaggio del 1885, già nota all’incisore e architetto Giuseppe Vasi nel 1786.

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