Traghetto alle mole dei Fiorentini

Ponte Vittorio Emanuele II, Roma

Lungo il corso del Tevere ad integrazione dei ponti esistenti erano collocati alcuni traghetti a fune che consentivano il passaggio su una barca da una sponda all’altra del fiume. Alcuni di questi sono documentati da disegni o incisioni o riportati sulla cartografia storica, come nel caso di quello presso la chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, indicato nella Pianta di Roma di Antonio Tempesta del 1593 e ancora segnalato nella Pianta di Roma del Nolli del 1748, nell’area dove poi sorgerà l’ottocentesco ponte Vittorio Emanuele II. Il traghetto sfruttava un punto favorevole della corrente che veniva utilizzato almeno dal Rinascimento da alcuni mulini galleggianti, come quelli più numerosi dell’isola Tiberina, collocati all’inizio del primo tratto della cinquecentesca via Giulia che giungeva al fiume in corrispondenza della mola maggiore. Questo tratto di strada, nell’area del quartiere occupato dalla nazione fiorentina, prese il nome di via delle Mole dei Fiorentini che ricordato tuttora dal nome, nonostante le modifiche radicali dovute ai lavori della fine dell’Ottocento per la realizzazione degli argini del Tevere. Nei pressi fu realizzato nel 1863 il primo ponte sospeso in ferro della città.

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Lungo il corso del Tevere ad integrazione dei ponti esistenti erano collocati alcuni traghetti a fune che consentivano il passaggio su una barca da una sponda all’altra del fiume. Alcuni di questi sono documentati da disegni o incisioni o riportati sulla cartografia storica, come nel caso di quello presso la chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, indicato nella Pianta di Roma di Antonio Tempesta del 1593 e ancora segnalato nella Pianta di Roma del Nolli del 1748, nell’area dove poi sorgerà l’ottocentesco ponte Vittorio Emanuele II. Il traghetto sfruttava un punto favorevole della corrente che veniva utilizzato almeno dal Rinascimento da alcuni mulini galleggianti, come quelli più numerosi dell’isola Tiberina, collocati all’inizio del primo tratto della cinquecentesca via Giulia che giungeva al fiume in corrispondenza della mola maggiore. Questo tratto di strada, nell’area del quartiere occupato dalla nazione fiorentina, prese il nome di via delle Mole dei Fiorentini che ricordato tuttora dal nome, nonostante le modifiche radicali dovute ai lavori della fine dell’Ottocento per la realizzazione degli argini del Tevere. Nei pressi fu realizzato nel 1863 il primo ponte sospeso in ferro della città.

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Lungo il corso del Tevere ad integrazione dei ponti esistenti erano collocati alcuni traghetti a fune che consentivano il passaggio su una barca da una sponda all’altra del fiume. Alcuni di questi sono documentati da disegni o incisioni o riportati sulla cartografia storica, come nel caso di quello presso la chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, indicato nella Pianta di Roma di Antonio Tempesta del 1593 e ancora segnalato nella Pianta di Roma del Nolli del 1748, nell’area dove poi sorgerà l’ottocentesco ponte Vittorio Emanuele II. Il traghetto sfruttava un punto favorevole della corrente che veniva utilizzato almeno dal Rinascimento da alcuni mulini galleggianti, come quelli più numerosi dell’isola Tiberina, collocati all’inizio del primo tratto della cinquecentesca via Giulia che giungeva al fiume in corrispondenza della mola maggiore. Questo tratto di strada, nell’area del quartiere occupato dalla nazione fiorentina, prese il nome di via delle Mole dei Fiorentini che ricordato tuttora dal nome, nonostante le modifiche radicali dovute ai lavori della fine dell’Ottocento per la realizzazione degli argini del Tevere. Nei pressi fu realizzato nel 1863 il primo ponte sospeso in ferro della città.

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  • Caffè

    Caffè Castroni

    Via Cola di Rienzo, 196/198