Tumulo della Cuccumella - Vulci

01014 Montalto di Castro VT

Nel settore delle necropoli orientali di Vulci si notano le strutture monumentali di uno dei più grandi tumuli d’Etruria: la Cuccumella. Si tratta di un tumulo di 75 metri di diametro realizzato da esponenti dell’aristocrazia vulcente per accogliere sostanzialmente due strutture funerarie, entrambe nell’area meridionale del monumento. Una delle due sepolture presenta un ampio atrio realizzato lungo il corridoio di accesso alla tomba propriamente detta. Caratteristica di questo atrio è la gradinata che interessa tre dei quattro lati e che fanno di questo spazio un’area destinata ai riti pubblici in onore del defunto, alla presenza dei familiari e dei massimi rappresentanti della città, seduti sui gradoni. La sommità del tumulo è caratterizzata dai resti di due strutture in blocchi, una a pianta quadrangolare, l’altra a pianta circolare, che erano verosimilmente destinate a sostenere la gigantesca calotta di terra che, originariamente, copriva l’intero tumulo, facendolo svettare e rendendolo visibile da lontano. Le prime esplorazioni e gli scavi della Cuccumella furono avviati all’inizio dell’Ottocento per mano del principe di Canino, Lucien Bonaparte, e di sua moglie, per proseguire, a più riprese e con metodologie non sempre appropriate, nel corso di quel secolo. Il monumento ha così subito spoliazioni e danni irreversibili, come le gallerie che attraversano il tumulo, scavate nell’inutile e infruttuoso tentativo di scoprire chissà quale incredibile ricchezza! A partire dal 1987, nuove campagne di recupero e scavo del monumento hanno consentito di acquisire dati molto importanti per la conoscenza di questo monumento, decorato lungo la crepidine con statue in pietra, e della serie di sepolture che sono state realizzate nelle immediate vicinanze. Un modello ricostruttivo della Cuccumella è esposto presso il Museo della Ricerca Archeologica di Canino.

Nel settore delle necropoli orientali di Vulci si notano le strutture monumentali di uno dei più grandi tumuli d’Etruria: la Cuccumella. Si tratta di un tumulo di 75 metri di diametro realizzato da esponenti dell’aristocrazia vulcente per accogliere sostanzialmente due strutture funerarie, entrambe nell’area meridionale del monumento. Una delle due sepolture presenta un ampio atrio realizzato lungo il corridoio di accesso alla tomba propriamente detta. Caratteristica di questo atrio è la gradinata che interessa tre dei quattro lati e che fanno di questo spazio un’area destinata ai riti pubblici in onore del defunto, alla presenza dei familiari e dei massimi rappresentanti della città, seduti sui gradoni. La sommità del tumulo è caratterizzata dai resti di due strutture in blocchi, una a pianta quadrangolare, l’altra a pianta circolare, che erano verosimilmente destinate a sostenere la gigantesca calotta di terra che, originariamente, copriva l’intero tumulo, facendolo svettare e rendendolo visibile da lontano. Le prime esplorazioni e gli scavi della Cuccumella furono avviati all’inizio dell’Ottocento per mano del principe di Canino, Lucien Bonaparte, e di sua moglie, per proseguire, a più riprese e con metodologie non sempre appropriate, nel corso di quel secolo. Il monumento ha così subito spoliazioni e danni irreversibili, come le gallerie che attraversano il tumulo, scavate nell’inutile e infruttuoso tentativo di scoprire chissà quale incredibile ricchezza! A partire dal 1987, nuove campagne di recupero e scavo del monumento hanno consentito di acquisire dati molto importanti per la conoscenza di questo monumento, decorato lungo la crepidine con statue in pietra, e della serie di sepolture che sono state realizzate nelle immediate vicinanze. Un modello ricostruttivo della Cuccumella è esposto presso il Museo della Ricerca Archeologica di Canino.

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Nel settore delle necropoli orientali di Vulci si notano le strutture monumentali di uno dei più grandi tumuli d’Etruria: la Cuccumella. Si tratta di un tumulo di 75 metri di diametro realizzato da esponenti dell’aristocrazia vulcente per accogliere sostanzialmente due strutture funerarie, entrambe nell’area meridionale del monumento. Una delle due sepolture presenta un ampio atrio realizzato lungo il corridoio di accesso alla tomba propriamente detta. Caratteristica di questo atrio è la gradinata che interessa tre dei quattro lati e che fanno di questo spazio un’area destinata ai riti pubblici in onore del defunto, alla presenza dei familiari e dei massimi rappresentanti della città, seduti sui gradoni. La sommità del tumulo è caratterizzata dai resti di due strutture in blocchi, una a pianta quadrangolare, l’altra a pianta circolare, che erano verosimilmente destinate a sostenere la gigantesca calotta di terra che, originariamente, copriva l’intero tumulo, facendolo svettare e rendendolo visibile da lontano. Le prime esplorazioni e gli scavi della Cuccumella furono avviati all’inizio dell’Ottocento per mano del principe di Canino, Lucien Bonaparte, e di sua moglie, per proseguire, a più riprese e con metodologie non sempre appropriate, nel corso di quel secolo. Il monumento ha così subito spoliazioni e danni irreversibili, come le gallerie che attraversano il tumulo, scavate nell’inutile e infruttuoso tentativo di scoprire chissà quale incredibile ricchezza! A partire dal 1987, nuove campagne di recupero e scavo del monumento hanno consentito di acquisire dati molto importanti per la conoscenza di questo monumento, decorato lungo la crepidine con statue in pietra, e della serie di sepolture che sono state realizzate nelle immediate vicinanze. Un modello ricostruttivo della Cuccumella è esposto presso il Museo della Ricerca Archeologica di Canino.

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