Tuscolo

Dell'antica «Tusculum» si conservano la via dei Sepolcri, così chiamata perché fiancheggiata da costruzioni funerarie, un anfiteatro (II sec. d.C.), il foro e il Teatro romano (I sec. a.C.) in pietra vulcanica, che rappresenta la struttura meglio conservata. I resti della città dominata dai conti di Tùscolo, rasa al suolo dalle truppe pontificie nel 1191, sono ancora visibili nella parte alta del monte. Presso la Croce di Tùsculo, da cui si gode una vista spettacolare sui Castelli fino a Roma, sono le tracce delle mura dell'antica acropoli e, poco più in là, una cisterna (VI­V sec. a. C.).

Le prime indagini archeologiche sull'antica città furono condotte nell'800 per volere di Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone, allora proprietario della zona. Successivamente la proprietà passò a Maria Cristina di Sardegna, moglie del re Carlo Felice, che fece proseguire gli scavi trasferendo i materiali rinvenuti nel castello di Agliè in Piemonte. Esplorazioni recenti hanno riguardato l'area del Teatro e della cosiddetta Villa di Tiberio.

Un tratto delle mura urbane segnano ancora in alcuni punti l'antico tracciato difensivo da cui si dipartono alcune strade basolate; addossata è la cisterna arcaica (IV­III sec. a.C.), la cui peculiarità è di essere coperta da una pseudocupola di forma ogivale; essa alimentava fino a pochi anni fa una fontana esterna in cui si leggevano i nomi degli Edili che la fecero costruire nel I sec. a.C.

Alle spalle del piazzale adibito a parcheggio si innalzano le grandiose strutture del basamento di un santuario extraurbano, forse attribuibile al culto di Giove. Sulla sommità del colle della Rocca, il più elevato della città, sorgeva l'acropoli romana sulla quale si insediò il palazzo dei conti di Tùscolo.

Dell'antica «Tusculum» si conservano la via dei Sepolcri, così chiamata perché fiancheggiata da costruzioni funerarie, un anfiteatro (II sec. d.C.), il foro e il Teatro romano (I sec. a.C.) in pietra vulcanica, che rappresenta la struttura meglio conservata. I resti della città dominata dai conti di Tùscolo, rasa al suolo dalle truppe pontificie nel 1191, sono ancora visibili nella parte alta del monte. Presso la Croce di Tùsculo, da cui si gode una vista spettacolare sui Castelli fino a Roma, sono le tracce delle mura dell'antica acropoli e, poco più in là, una cisterna (VI­V sec. a. C.).

Le prime indagini archeologiche sull'antica città furono condotte nell'800 per volere di Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone, allora proprietario della zona. Successivamente la proprietà passò a Maria Cristina di Sardegna, moglie del re Carlo Felice, che fece proseguire gli scavi trasferendo i materiali rinvenuti nel castello di Agliè in Piemonte. Esplorazioni recenti hanno riguardato l'area del Teatro e della cosiddetta Villa di Tiberio.

Un tratto delle mura urbane segnano ancora in alcuni punti l'antico tracciato difensivo da cui si dipartono alcune strade basolate; addossata è la cisterna arcaica (IV­III sec. a.C.), la cui peculiarità è di essere coperta da una pseudocupola di forma ogivale; essa alimentava fino a pochi anni fa una fontana esterna in cui si leggevano i nomi degli Edili che la fecero costruire nel I sec. a.C.

Alle spalle del piazzale adibito a parcheggio si innalzano le grandiose strutture del basamento di un santuario extraurbano, forse attribuibile al culto di Giove. Sulla sommità del colle della Rocca, il più elevato della città, sorgeva l'acropoli romana sulla quale si insediò il palazzo dei conti di Tùscolo.

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Dell'antica «Tusculum» si conservano la via dei Sepolcri, così chiamata perché fiancheggiata da costruzioni funerarie, un anfiteatro (II sec. d.C.), il foro e il Teatro romano (I sec. a.C.) in pietra vulcanica, che rappresenta la struttura meglio conservata. I resti della città dominata dai conti di Tùscolo, rasa al suolo dalle truppe pontificie nel 1191, sono ancora visibili nella parte alta del monte. Presso la Croce di Tùsculo, da cui si gode una vista spettacolare sui Castelli fino a Roma, sono le tracce delle mura dell'antica acropoli e, poco più in là, una cisterna (VI­V sec. a. C.).

Le prime indagini archeologiche sull'antica città furono condotte nell'800 per volere di Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone, allora proprietario della zona. Successivamente la proprietà passò a Maria Cristina di Sardegna, moglie del re Carlo Felice, che fece proseguire gli scavi trasferendo i materiali rinvenuti nel castello di Agliè in Piemonte. Esplorazioni recenti hanno riguardato l'area del Teatro e della cosiddetta Villa di Tiberio.

Un tratto delle mura urbane segnano ancora in alcuni punti l'antico tracciato difensivo da cui si dipartono alcune strade basolate; addossata è la cisterna arcaica (IV­III sec. a.C.), la cui peculiarità è di essere coperta da una pseudocupola di forma ogivale; essa alimentava fino a pochi anni fa una fontana esterna in cui si leggevano i nomi degli Edili che la fecero costruire nel I sec. a.C.

Alle spalle del piazzale adibito a parcheggio si innalzano le grandiose strutture del basamento di un santuario extraurbano, forse attribuibile al culto di Giove. Sulla sommità del colle della Rocca, il più elevato della città, sorgeva l'acropoli romana sulla quale si insediò il palazzo dei conti di Tùscolo.

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