Via della Lungara

Via del Leoncino, 42-48 Roma

Nel programma urbanistico di Alessandro VI (Rodrigo Borgia 1492-1503), che proseguiva l’impostazione di Sisto IV (Francesco della Rovere 1471-1484), fu allargato e risistemato il percorso stradale, coincidente con una strada romana, compreso tra la porta di Santo Spirito presso la città Leonina e la porta Settimiana sulle mura Aureliane, la cui sistemazione il papa Borgia aveva affidato nel 1498 a Antonio da Sangallo il Vecchio. Il tracciato doveva agevolare l’afflusso dei pellegrini provenienti dal porto di Ripa Grande e raccordarsi con il nuovo Ponte Sisto. Lungo la via, detta via Sub Janiculo, sorsero una serie di ville suburbane a partire da quella dei potenti Riario (poi villa Corsini), sorta intorno al 1480 e di Giovanni della Rovere, prefetto della città dal 1475 al 1501. L’intervento di riassetto urbanistico di Giulio II (Giuliano della Rovere 1503-1513) delle aree lungo il Tevere, in continuità con quello di Alessandro VI rettificò l’asse di via della Longara e traccio via Giulia, sull’altra riva del fiume, su progetto di Donato Bramante tra il 1507 e il 1511. Via della Lungara, lunga mille metri da porta a porta, venne rettificata in un segmento appena incurvato per allinearsi con la porta Settimiana. Lungo la via significativamente sorgono importanti ville quali quella di Agostino Chigi (poi detta la Farnesina), incaricato dal pontefice di intervenire sulle finanze in dissesto delle stato. Solo dopo la realizzazione del programma di Giulio II prese l’avvio la lottizzazione a maglie regolari delle aree alle pendici del Gianicolo, proseguito con alterne vicende anche durante il pontificato di Sisto V (Felice Peretti 1585-1590). Un progetto, realizzato solo parzialmente con l’apertura della via della Lungaretta, prevedeva il prolungamento dell’asse fino a Ripa Grande.

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Nel programma urbanistico di Alessandro VI (Rodrigo Borgia 1492-1503), che proseguiva l’impostazione di Sisto IV (Francesco della Rovere 1471-1484), fu allargato e risistemato il percorso stradale, coincidente con una strada romana, compreso tra la porta di Santo Spirito presso la città Leonina e la porta Settimiana sulle mura Aureliane, la cui sistemazione il papa Borgia aveva affidato nel 1498 a Antonio da Sangallo il Vecchio. Il tracciato doveva agevolare l’afflusso dei pellegrini provenienti dal porto di Ripa Grande e raccordarsi con il nuovo Ponte Sisto. Lungo la via, detta via Sub Janiculo, sorsero una serie di ville suburbane a partire da quella dei potenti Riario (poi villa Corsini), sorta intorno al 1480 e di Giovanni della Rovere, prefetto della città dal 1475 al 1501. L’intervento di riassetto urbanistico di Giulio II (Giuliano della Rovere 1503-1513) delle aree lungo il Tevere, in continuità con quello di Alessandro VI rettificò l’asse di via della Longara e traccio via Giulia, sull’altra riva del fiume, su progetto di Donato Bramante tra il 1507 e il 1511. Via della Lungara, lunga mille metri da porta a porta, venne rettificata in un segmento appena incurvato per allinearsi con la porta Settimiana. Lungo la via significativamente sorgono importanti ville quali quella di Agostino Chigi (poi detta la Farnesina), incaricato dal pontefice di intervenire sulle finanze in dissesto delle stato. Solo dopo la realizzazione del programma di Giulio II prese l’avvio la lottizzazione a maglie regolari delle aree alle pendici del Gianicolo, proseguito con alterne vicende anche durante il pontificato di Sisto V (Felice Peretti 1585-1590). Un progetto, realizzato solo parzialmente con l’apertura della via della Lungaretta, prevedeva il prolungamento dell’asse fino a Ripa Grande.

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Nel programma urbanistico di Alessandro VI (Rodrigo Borgia 1492-1503), che proseguiva l’impostazione di Sisto IV (Francesco della Rovere 1471-1484), fu allargato e risistemato il percorso stradale, coincidente con una strada romana, compreso tra la porta di Santo Spirito presso la città Leonina e la porta Settimiana sulle mura Aureliane, la cui sistemazione il papa Borgia aveva affidato nel 1498 a Antonio da Sangallo il Vecchio. Il tracciato doveva agevolare l’afflusso dei pellegrini provenienti dal porto di Ripa Grande e raccordarsi con il nuovo Ponte Sisto. Lungo la via, detta via Sub Janiculo, sorsero una serie di ville suburbane a partire da quella dei potenti Riario (poi villa Corsini), sorta intorno al 1480 e di Giovanni della Rovere, prefetto della città dal 1475 al 1501. L’intervento di riassetto urbanistico di Giulio II (Giuliano della Rovere 1503-1513) delle aree lungo il Tevere, in continuità con quello di Alessandro VI rettificò l’asse di via della Longara e traccio via Giulia, sull’altra riva del fiume, su progetto di Donato Bramante tra il 1507 e il 1511. Via della Lungara, lunga mille metri da porta a porta, venne rettificata in un segmento appena incurvato per allinearsi con la porta Settimiana. Lungo la via significativamente sorgono importanti ville quali quella di Agostino Chigi (poi detta la Farnesina), incaricato dal pontefice di intervenire sulle finanze in dissesto delle stato. Solo dopo la realizzazione del programma di Giulio II prese l’avvio la lottizzazione a maglie regolari delle aree alle pendici del Gianicolo, proseguito con alterne vicende anche durante il pontificato di Sisto V (Felice Peretti 1585-1590). Un progetto, realizzato solo parzialmente con l’apertura della via della Lungaretta, prevedeva il prolungamento dell’asse fino a Ripa Grande.

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