Via Lata

A partire dal III sec. d.C. il tratto di via Flaminia compreso fra la antica porta Fontinalis nelle mura Serviane e la nuova porta Flaminia nelle mura Aureliane fu incluso nell’area urbana. Il tracciato dell’antica via Lata, coincidente con l’odierna Via del Corso dall’area del Campidoglio sino a porta Flaminia (attuale Porta del Popolo), percorreva per una lunghezza di circa 1,5 km, il Campo Marzio, affiancata da porticati (come la Porticus Vipsania, forse presso l’attuale Galleria Sciarra) e importanti monumenti come il tempio del Sole di Aureliano. La via, che costituiva la principale direttrice del Campo Marzio settentrionale, era attraversata da alcuni archi trionfali come quello presso l’odierna chiesa di Santa Maria in Via Lata, tradizionalmente attribuito all’imperatore Diocleziano e distrutto nel 1491. La via era attraversata dall’Aqua Virgo, la cui arcata fu monumentalizzata dall’imperatore Claudio e trasformata in arco trionfale (arco di Claudio). Presso il lato occidentale della strada era collocata la colonna di Marco Aurelio, detta Antonina, oggi in Piazza Colonna, eretta fra il 176 e il 192 per celebrare le vittorie su Germani e Sarmati. Più a nord, in corrispondenza dell’attuale palazzo Fiano, sorgeva l’Ara Pacis di Augusto (poi ricostruita alla fine degli anni Trenta del Novecento presso via di Ripetta) inaugurata nel 9 a.C. e il cosiddetto Arco di Portogallo, demolito nel 1665 per agevolare le corse dei cavalli barberi nel Carnevale Romano.

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A partire dal III sec. d.C. il tratto di via Flaminia compreso fra la antica porta Fontinalis nelle mura Serviane e la nuova porta Flaminia nelle mura Aureliane fu incluso nell’area urbana. Il tracciato dell’antica via Lata, coincidente con l’odierna Via del Corso dall’area del Campidoglio sino a porta Flaminia (attuale Porta del Popolo), percorreva per una lunghezza di circa 1,5 km, il Campo Marzio, affiancata da porticati (come la Porticus Vipsania, forse presso l’attuale Galleria Sciarra) e importanti monumenti come il tempio del Sole di Aureliano. La via, che costituiva la principale direttrice del Campo Marzio settentrionale, era attraversata da alcuni archi trionfali come quello presso l’odierna chiesa di Santa Maria in Via Lata, tradizionalmente attribuito all’imperatore Diocleziano e distrutto nel 1491. La via era attraversata dall’Aqua Virgo, la cui arcata fu monumentalizzata dall’imperatore Claudio e trasformata in arco trionfale (arco di Claudio). Presso il lato occidentale della strada era collocata la colonna di Marco Aurelio, detta Antonina, oggi in Piazza Colonna, eretta fra il 176 e il 192 per celebrare le vittorie su Germani e Sarmati. Più a nord, in corrispondenza dell’attuale palazzo Fiano, sorgeva l’Ara Pacis di Augusto (poi ricostruita alla fine degli anni Trenta del Novecento presso via di Ripetta) inaugurata nel 9 a.C. e il cosiddetto Arco di Portogallo, demolito nel 1665 per agevolare le corse dei cavalli barberi nel Carnevale Romano.

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A partire dal III sec. d.C. il tratto di via Flaminia compreso fra la antica porta Fontinalis nelle mura Serviane e la nuova porta Flaminia nelle mura Aureliane fu incluso nell’area urbana. Il tracciato dell’antica via Lata, coincidente con l’odierna Via del Corso dall’area del Campidoglio sino a porta Flaminia (attuale Porta del Popolo), percorreva per una lunghezza di circa 1,5 km, il Campo Marzio, affiancata da porticati (come la Porticus Vipsania, forse presso l’attuale Galleria Sciarra) e importanti monumenti come il tempio del Sole di Aureliano. La via, che costituiva la principale direttrice del Campo Marzio settentrionale, era attraversata da alcuni archi trionfali come quello presso l’odierna chiesa di Santa Maria in Via Lata, tradizionalmente attribuito all’imperatore Diocleziano e distrutto nel 1491. La via era attraversata dall’Aqua Virgo, la cui arcata fu monumentalizzata dall’imperatore Claudio e trasformata in arco trionfale (arco di Claudio). Presso il lato occidentale della strada era collocata la colonna di Marco Aurelio, detta Antonina, oggi in Piazza Colonna, eretta fra il 176 e il 192 per celebrare le vittorie su Germani e Sarmati. Più a nord, in corrispondenza dell’attuale palazzo Fiano, sorgeva l’Ara Pacis di Augusto (poi ricostruita alla fine degli anni Trenta del Novecento presso via di Ripetta) inaugurata nel 9 a.C. e il cosiddetto Arco di Portogallo, demolito nel 1665 per agevolare le corse dei cavalli barberi nel Carnevale Romano.

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